Once

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Un film di John Carney. Con Glen Hansard, Markéta Irglová, Bill Hodnett, Danuse Ktrestova. Musical-Drammatico, 91 minuti. Irlanda 2006.

Dublino. Un giovane cantautore irlandese si mantiene riparando aspirapolvere e suonando per le strade. Un giorno incontra una ragazza emigrata dalla Repubblica Ceca, che mantiene sua madre e sua figlia facendo vari mestieri, ma che è una pianista di talento. È proprio lei che lo convince a prendere sul serio la sua passione e a produrre un CD con le sue canzoni da presentare ad una casa discografica di Londra.

Sono moltissimi i film che nel corso di questa stagione hanno venduto e svenduto la parola amore. Poi arriva un film come questo, girato con poche risorse e molta ispirazione, superbamente scritto e recitato e lo spettatore ha finalmente la bella sorpresa di scoprire che il grande schermo può essere il luogo per raccontare una storia piena di delicatezza sull’amore e il senso della vita senza nemmeno bisogno di metterlo nel titolo.

Il fugace incontro tra i due protagonisti è l’occasione per esplorare in modo non banale il rapporto tra un uomo e una donna. Merito di un personaggio femminile che incarna con naturalezza un credo senza moralismo. Affronta la vita, che non le ha risparmiato delusioni, senza perdere la speranza di realizzare i suoi sogni, conservando le sue certezze su ciò che è importante e vero (il rapporto con madre e figlia) e così “costringendo” il protagonista maschile ad un rapporto profondo e graduale, che per questo può sbocciare pienamente e diventare unico (once).

Aiutano le canzoni che sono parte integrante della storia, occasione di incontro, comunicazione e ispirazione e che coinvolgono anche i personaggi di contorno. Lo spettatore esce dalla sala con un futuro pieno di possibilità?

Giovane scrittore, sceneggiatore e insegnante di lettere al liceo, disperatamente innamorato della vita e della realtà che lo circonda.