Onda di vita

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Sono le 14:30.
Suona la campanella. L’ultima campanella. L’ultima per davvero. I maturandi fremono e spingono per uscire dalla prigione che li ha trattenuti per cinque anni, o forse più, sottraendo loro tempo e gioie. Per fortuna non tutti la pensano allo stesso modo.

Alcuni sostano sulle scale della scuola e ancora tesi si confrontano sulle risposte all’esame. Altri corrono, saltano , si abbracciano e riempiono di grida tutto il cortile.
Sono iniziate le vacanze; è iniziata la vita. A settembre ad attenderli non ci saranno più gli stessi professori con cui hanno riso e discusso fino ad ora, ma il futuro che hanno costruito in questi cinque anni. Chi più, chi meno.

I ragazzi della quinta A si guardano e sorridono, in verità un po’ malinconicamente. Sanno tutti di aver passato l’esame, quell’esame che fino a qualche ora prima gli faceva perder il sonno e la fame. C’è chi punta in basso e spera in un sessanta che allontani ogni preoccupazione, concludendo un altalenante e faticoso cammino e chi punta in alto, mosso dalla voglia di coronare un impegnativo corso di studi.

La classe ha organizzato una giornata di sole e mare per lasciarsi in bellezza; ma il sole sembra nascondersi dietro le nuvole, pigro e infastidito dalla mediocrità degli uomini. Forse però c’è ancora qualcuno per cui splendere. Così la giornata che si erano prospettati sfuma e uno dopo l’altro i compagni si salutano lanciando promesse di incontri futuri che molto probabilmente difficilmente manterranno. Solo i compagni più intimi avranno occasione di rivedersi ancora e condividere esperienze ed emozioni.

Ma per molti di loro il viaggio è finito; è il caso di Giorgio e Matteo. Mentre tutti si allontanano accompagnati dai genitori o, finalmente, nella propria macchina, i due rimangono ad aspettare, soli. Così quasi per la prima volta si accorgono dell’esistenza l’uno dell’altro e sono costretti a rivolgersi la parola per uscire da quel silenzio imbarazzante.

Giorgio e Matteo sono due opposti. Uno serio e studioso, concentrato sulla propria vita ma anche su quella degli altri. Il secondo disordinato e trasgressivo , sempre fuori con gli amici correndo dietro ad ogni ragazza. Nonostante il tentativo di Giorgio di avvicinarsi a lui, i gusti troppo differenti li hanno separati. Così si rendono conto di quanto poco si conoscano e di come le loro strade non si siano mai incrociate, fino ad ora. Meglio tardi che mai.

Per rompere il silenzio Matteo, più estroverso, attacca con una domanda di cui in realtà non vorrebbe ascoltare la risposta: “Cosa farai quest’estate?”
Cercano entrambi di nascondere il disagio che si è creato.
Giorgio: “Andrò al mare con la mia famiglia, come tutti gli anni e nel tempo restante starò accanto ai miei nonni. E tu che programmi hai ora?”
Matteo raggiante dice: “Per Luglio e Agosto non so ancora, ma tra due giorni partirò per una vacanza a Malta con quattro amici. Sarà uno sballo totale. Discoteche piene e ragazze facili”.

Giorgio, ridendo anche lui, riprende: “ Mi fa piacere ma non intendevo questo; che progetti hai per dopo? Hai mai pensato al tuo futuro? Hai mai pensato a chi sei? A chi vuoi essere? Io spesso.”
“Non lo so – risponde Matteo -. Non ci ho ancora pensato. Per ora mi godo l’estate poi si vedrà”
Giorgio lo guarda dispiaciuto e prova a suggerire “ Forse sarebbe ora di farlo”.
Matteo irritato, allora grida: “Ahahah cos’è, mi vuoi fare la predica, non c’è futuro in questo paese, né per me né per te”.
Ma Giorgio facendo finta di niente continua: “Io ho deciso di fare giurisprudenza, voglio diventare un avvocato, un avvocato famoso e ripagare la mia famiglia degli sforzi che ha fatto per me in questi anni”.
Matteo sorride convinto di avere di fronte un ragazzo ingenuo: “Illusioni, la vita non ci porta mai dove vogliamo”.
“No, hai ragione – dice Giorgio – , non sempre tutto va come vorremmo; ma penso la vita sia come una grande onda e noi sopra un surf in bilico su di essa. Possiamo cadere e rialzarci, attraversarla, rimanere sopra di essa e così dirigerci dove vogliamo. Oppure possiamo aspettarla e farci travolgere, abbandonarci alla corrente. A noi la scelta”.

Matteo cinico rimane indifferente: “Cazzate, la vita è più come uno tsunami, ti travolge e tu rimani sotto ma se ti lasci andare puoi almeno evitare la fatica di stancarti e deluderti per essa”.
Giorgio:  “Come vuoi tu, spero tu possa ricrederti e prendere in mano le redini del tuo futuro. In ogni caso se hai bisogno di aiuto io ci sono”.

La moto del papà di Matteo si avvicina con un rombo e interrompe la discussione. Matteo libero finalmente da questa conversazione spinosa saluta per l’ultima volta il compagno, infila il casco e parte. Giorgio lo guarda sparire nel traffico e nel caldo di Giugno e spera di rivederlo ma non sa perché. Si alza e si incammina verso casa. Probabilmente non aspettava nessuno.

28 Settembre ore 8:00
Giorgio ha trascorso un’estate felice e appagante occupata anche dallo studio; e ora che sta salendo le scale della facoltà di giurisprudenza per il test d’ingresso è sereno, tiene la testa in alto e guarda di fronte a sé.
Sta per aprire il portone d’ingresso, si ferma un attimo e guarda il sole che ancora splende su Roma, quando squilla il telefono: una chiamata in arrivo: è Matteo…

Racconto di Bruno Tamagnini

Cogitoetvolo