Operazione Valchiria

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Un film di Bryan Singer. Con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy. Titolo originale Valkyrie. Storico. Durata 120 min. USA, Germania 2008.

Claus Philipp Maria Schenk Graf von Stauffenberg è un colonnello della Wehrmacht che sta combattendo nel Nord Africa ma ha già maturato una profonda ribellione contro i metodi hitleriani. Un attacco aereo lo priva di un occhio, del braccio destro e di due dita del sinistro. Rientrato in Germania si unisce a un gruppo di militari di grado elevato che intendono ridurre Hitler all’impotenza. Il piano prende progressivamente forma: si dovrà attentare alla vita del Fuhrer e immediatamente dopo, attuando un piano già istituzionalizzato, accusare le SS dell’omicidio, neutralizzarle e assumere il comando di una nuova Germania. Il 20 luglio 1944 Von Stauffemberg in persona porta l’ordigno esplosivo nella Tana del Lupo ed è testimone dell’esplosione. Quello che non sa è che Hitler si è salvato ed è pronto a scatenare una sanguinosa rappresaglia?

Il film narra con dettagliata precisione documentaristica le vicende dell’attentato a Hitler del 20 luglio 1944 da parte di alcuni ufficiali tedeschi. Uno dei molti attentati che Hitler subì, ma il più vicino all’effettivo successo, che solo una serie di cause fortuite impedirono e che avrebbe portato in ogni caso al colpo di stato. Il film si attiene ai fatti senza lasciarsi trascinare da facili fantasticherie, dando vita così a quello che potrebbe definirsi un documentario storico, purtroppo non sempre avvincente come film, nonostante l’ottima ricostruzione storica.

Lo spettatore che non conosce a fondo la dinamica del 20 luglio esce dal cinema con la comprensione chiara che l’insuccesso del complotto fu dovuto alla componente umana dei suoi ideatori: se fossero stati molto più determinati, probabilmente il colpo di stato sarebbe riuscito, nonostante il fallimento dell’attentato vero e proprio. Sarebbe bastato tenere in pugno la sede della radio (onde impedire a Goebbels di accedervi per diramare il primo dei suoi comunicati-stampa) e porre nell’impossibilità di nuocere il generale Fromm, comandante dell’Esercito Territoriale. Ma Von Stauffenberg e i suoi non avrebbero mai ucciso a freddo un oppositore. Difatti, si limitarono a «dichiarare in arresto» Fromm, invitandolo a ritirarsi nel suo ufficio, da dove il doppiogiochista (che, in un primo tempo, aveva lasciato intendere di aderire all’Operazione Valkiria) poté trasmettere una serie catastrofica di contrordini telefonici, contribuendo al fallimento del piano.

Fin qui il documentario: ottimo. Il film però delude. Non c’è un’evoluzione coinvolgente dei personaggi e manca lo spessore umano proprio del protagonsita, la cui vicenda familiare e di fede (centrale nella storia) viene lasciata sullo sfondo e quasi sparisce (ma d’altronde scientology e il cattolicesimo non hanno molto a che vedere?). La componente cattolica e protestante della resistenza tedesca furono fondamentali, come dimostra il caso parallelo della Rosa Bianca, il gruppo di giovani cristiani che furono eliminati per la loro opposizione non violenta al regime (si veda il meravigiloso e recente film “La rosa Bianca, Sophie Scholl”), ma in “Operazione Valchiria” tutto questo scompare.

Il recente e appassionante libro di un giornalista italiano, Luciano Garibaldi, ricostruisce la vicenda in tutti i suoi dettagli storici e umani. Se si è interessati al tema vale la pena di leggerlo. Non deluderà. Il libro sopperisce a ciò che manca al film e ai suoi personaggi. E anche per questo è tra i libri con i quali Cogitoetvolo premia i suoi fedelissimi!

 

Giovane scrittore, sceneggiatore e insegnante di lettere al liceo, disperatamente innamorato della vita e della realtà che lo circonda.