Orgoglio e Pregiudizio

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Un film di Joe Wright, tratto dall’omonimo romanzo di Jane Austen. Con Keira Knightley, Mattew MacFadyen, Brenda Blethyn, Donald Sutherland, Tom Hollander. Titolo originale: Pride and Prejudice. Produzione: Universal Pictures, Working Title Films. Distribuzione: United International Pictures. Paese: Gran Bretagna. Anno: 2005. Durata: 127′. Target: 14+.

Nell’Inghilterra di fine ‘700 la signora Bennet va a caccia di pretendenti possidenti e facoltosi per le sue cinque figlie. Il celebre racconto della Austen, nel quale sentimenti offesi, ricambiati, respinti si intrecciano in un gioco di orgoglio e pregiudizi, è rappresentato nel migliore dei modi dalla dolce scrittura di Wright.

Quante volte siamo stati tristemente delusi dalla scarsa fedeltà che intercorre tra un romanzo e la sua corrispondente trasposizione cinematografica? Quante volte avremmo desiderato che quelle scene quasi filmiche del romanzo che ci ha tanto ammaliato venissero con la stessa precisione e minuzia riportate sullo schermo? Sarebbe forse più semplice elencare tutte le volte che, al contrario, le nostre aspettative sono state tradite, perché è cosa rara la fedeltà di una rappresentazione filmica a un testo letterario.

Per fortuna, però, non sempre è così, e sebbene racchiudere le passioni e i moti d’animo che germogliano dalla splendida scrittura di Jane Austen nel linguaggio cinematografico non debba essere stata impresa semplice, si può certamente affermare che Wright, riportando fedelmente alcuni passi e alcune battute del romanzo stesso, sia riuscito a non deludere nessuna delle parti in questione comportandosi da mediatore attento e scrupoloso tra il testo scritto e quello recitato.

«È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie». E’ da questo celebre incipit che prende avvio uno dei romanzi più avvincenti di tutta la letteratura inglese, e da cui è già facile intuire che la trama che seguirà sarà fatta di amori, non sempre spontanei e limpidi, beni fondiari da preservare, patrimoni da tutelare, figlie da sposare e scapoli facoltosi in cerca di premurose donne da portare all’altare. Il tutto, poi, racchiuso nella cornice d’eccezione della brughiera inglese, dinanzi alla quale anche il meno incline ai sentimentalismi deve cedere.

Ci troviamo nella Gran Bretagna del pieno Illuminismo, quando la borghesia era protagonista del progresso economico ma non ancora di quello politico. E di questo è bene al corrente mamma Bennet che, con cinque figlie da sposare, non può che procacciare per loro i migliori giovani, che siano provvisti di patrimonio e ricchezze in abbondanza. Una delle figlie, Elisabeth – interpretata dalla talentuosa Keira Knightley – esce, però, fuori da tali schemi precostituiti, non volendo affatto rassegnarsi a un matrimonio preconfezionato e privo di batticuore. E’ testarda, forte, tagliente, ironica. Il suo acume la rende una donna diversa dalle altre, e proprio per questo lo scontroso e frigido Mr. Darcy si innamora di lei. Perdutamente. Al punto che, vinto dalla passione, mette da parte orgoglio e pregiudizi per rivelarle tutto il suo amore e l’ardente desiderio che ha di sposarla. Ma un gioco di indoli avverse, prevenute e scontrose, poco inclini al confronto vede i due protagonisti disprezzarsi placidamente prima, e amarsi incredibilmente poi.

In realtà, però, la storia d’odio/amore di Lizzy e Darcy non è la sola all’interno del film/libro. A far da contorno a una tale stramba passione è un insieme di altri amori, cui i relativi protagonisti finiscono per cedere, ora vinti dalla tenerezza, ora circuiti dalla sicurezza economica, ora spinti da un vento civettuolo poco affine alla serietà. Ma appunto, tutti questi matrimoni, potenziali o reali che siano, fanno solo da cornice a un quadro nuovo che non può essere ingabbiato in schemi preordinati. Perché se da un lato Lizzy è capace di andare oltre un matrimonio vantaggioso per cercare il vero amore, dall’altro lato Darcy non può che esserne la sua esatta metà, perché in nulla somiglia ai damerini spensierati che fanno volteggiare altrettanto spensierate fanciulle. Due personaggi forti e nuovi, simili più di quanto non pensino, belli come solo l’amore sa rendere, si incontrano e non può che nascere un’unione che va aldilà di ogni convenzione e preconcetto.

In maniera eccellente Wright, con una scrittura attenta e coerente, è riuscito a non deludere i fedeli lettori austeniani. Ha avuto la capacità di non tradire lo sguardo sognante e ardente di Lizzy. Ha saputo non travisare il macchiettistico personaggio di mamma Bennet, quello placido di Jane, o quello premuroso e paterno del signor Bennet. Ha reso nel migliore dei modi l’evoluzione di Mr. Darcy che da schivo e presuntuoso personaggio diviene presto amante devoto pronto a gettare lo scudo per amore – elementi che lo rendono ante litteram un Romantico a tutti gli effetti – e a dichiararsi con una forza impetuosa rara in letteratura.

Non esiste orgoglio laddove esiste amore. Non c’è spazio per i pregiudizi legati all’età, alla famiglia, alla società se c’è l’amore. E forse è proprio questo che ha affascinato e continua ad affascinare miriadi di donne e uomini ammaliati dall’anticonformismo dei personaggi e da una storia che è tutt’altro che edulcorata. E’ tutto questo, unito a un pizzico di onirismo, che rende questo romanzo un classico. Perché, se riflettiamo bene, un classico non è forse immortale proprio quando riesce ad arrivare a noi in tutta la sua sempiterna giovinezza?

 

Amo leggere, affidare i miei pensieri alla scrittura e viaggiare per scoprire la bellezza di tutto ciò che mi circonda. I classici latini e greci sono la mia più grande passione - e di questi ho fatto la mia ragione di vita -, insieme all'arte e alla pittura.