Il guardiano dei sogni

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Non sempre i romanzi tracciano solchi netti e cristallini, consentendo al lettore di seguire col dito il filo della narrazione. Ci sono autori che perseguono l’obiettivo di gettare fuliggine sugli eventi, sbiadendo quei chiari contorni  tracciati a inizio racconto. I libri di Maurensig sembrano riflettere fedelmente queste dinamiche romanzesche. Eppure, raramente accade che la penna dello scrittore di Gorizia punzecchi eccessivamente la pazienza dei suoi lettori; sebbene siano solite scombinare le carte in tavola, le sue acrobazie narrative non stancano, anzi, rendono complici, facendo scorgere, tra l’indistinto avviluppamento delle trama, il sorriso ammiccante dell’autore.

Un’anonima stanza d’ospedale fa da teatro alla degenza del protagonista-narratore del racconto, giornalista e critico d’arte, il quale si ritrova a condividere l’ambiente con un curioso personaggio: il conte Dununin, aristocratico polacco ormai decaduto; nobile nei modi, nell’atteggiamento, nella cultura, ma per curiose  dinamiche familiari costretto a condurre vita da accattone. La cortina di fredda indifferenza, inizialmente interposta tra i due, si disgrega e scompare a causa dell’obbligata frequentazione. La figura del conte si tinge di un alone di mistero: il suo atteggiamento appare strano, i suoi dialoghi fin troppo mistici, in contrasto con la dichiarata concezione materialistica della realtà abbracciata dalla voce narrante. Tutte gemme di dubbio che sbocciano, assumendo forma di certezza, nel momento in cui il conte Dununin chiarisce quell’ interrogativo da un po’ di tempo insinuatosi nella mente del giornalista. L’eccentrico aristocratico, infatti, si dichiarava capace di leggere i sogni delle persone che lo circondavano. Una rivelazione che, per improbabile che sia, non riesce ad essere accantonata dal giornalista, forzando la sua strenua diffidenza nei confronti di questo genere di cose.

Ma i giorni passano, e il conte è finalmente dimesso. Nessun saluto particolare per il suo compagno di sventura; se ne va e basta. Il giornalista è pungolato nell’intimo, vuole sapere di più su quel sfuggevole personaggio. Ma niente è facile come sembra.

Il racconto perde la sua monocorde orizzontalità e i piani narrativi si intersecano confusamente, come un fascio di fibre nervose. Sogno e realtà non si distinguono più, forse perché la robusta linea di demarcazione tra l’uno e l’altro si va affievolendo, aggrumandosi in un indistinta narrazione a differenti livelli.  Si concretizza la celebra affermazione schopenauriana secondo cui sogno e realtà sarebbero le pagine dello stesso libro.

Il lettore volta la pagina del romanzo, e già vorrebbe arrivare alla seguente, inquieto e desideroso di capirci di più sulla vicenda, volendo seguire il protagonista attraverso i bui canali di Venezia. Ma i piani si intersecano, si rapprendono, e lo scrittore, dopo aver messo in scacco il lettore, svela finalmente, a fine racconto, le carte in tavola nascoste a inizio partita.

Il romanzo non è certamente adatto per coloro che amano essere accompagnati per mano da un autore scrupoloso di chiarire passo per passo i punti d’ombra della vicenda. A parte questa controindicazione, nient’altro da dire. Come sempre, il periodare di Maurensig si rivela semplice ed elegante al contempo, lasciando sulla carta la traccia di un’appassionante vicenda, capace di accogliere in sé uno verniciatura di mistero, con qualche sfumatura di psicologico e, perché no?, anche qualche essenza di gotico.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Il guardiano dei sogni
Autore: Paolo Maurensig
Genere: Romanzo
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 167

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.