Paradise now

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Un film di Hany Abu-Assad. Con Kais Nashef, Ali Suliman, Lubna Azabal, Amer Hlehel, Hiam Abbass Drammatico, durata 90 min. – Germania, Olanda, Francia 2005

Due amici palestinesi, sono stati reclutati come kamikaze. Il giorno prima sella loro missione decidono di passare il tempo per l’ultima volta in compagnia delle loro famiglie. L’indomani, arrivato il momento fatidico, qualcosa non va e i due che si perdono di vista, dovranno fare i conti con la paura..

Paradise now è un film di Hany Abu-Assad, uscito in Italia nel 2005. Racconta le ultime quarantotto ore di un martire suicida, Said, un ragazzo palestinese. Mostra quindi quella che è una realtà contemporanea, letta attraverso la vita di uomini palestinesi, e non attraverso gli occhi di Israele. Il film, seguendo questo itinerario di morte, mette in evidenza la condizione della gioventù palestinese, che si vede priva di aspettative, priva di un futuro (e credo che sia realmente così), e che dunque non ha nulla da perdere. Anzi, la morte di questa gioventù punirà Israele e l’Occidente, e ricompenserà i martiri con il paradiso. Il paradiso…è questo che aspetta Said.

Inoltre sono forti le scene che vedono il contrasto tra le città di Israele e i ghetti palestinesi, ed è ancora più forte il monologo finale del protagonista che mette in evidenza un punto a mio avviso importante: Israele è divenuta la vittima ed il carnefice.

Ma noi abbiamo lavato le nostre colpe…
Ci siamo perdonati.
Dopo il genocidio abbiamo ritenuto legittimo dare agli Ebrei, alle vittime, non la nostra casa, ma quella palestinese. E noi ci siamo purificati della macchia, senza esporci poi troppo, senza privarci di quello che ci apparteneva e ci appartiene. Dovevamo fare qualcosa perché eravamo stati noi i carnefici. E per fare qualcosa non abbiamo aperto le nostre abitazioni, ma quelle palestinesi. E noi ci siamo purificati della macchia. Ma abbiamo sbagliato anche questa volta?

Paradise now, con la sua diversa prospettiva, fa sicuramente riflettere.

 

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Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.