Paraocchi di lattice

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La chiamano educazione alla salute e invece intendono fare educazione sessuale, ma in realtà non fanno nessuna delle due cose. E’ l’idea di coloro che portano avanti la battaglia per installare i distributori di preservativi nei bagni delle scuole superiori italiane. In alcuni istituti questo provvedimento è entrato addirittura a far parte del ‘programma elettorale’ dei rappresentanti d’istituto. Demagogia. Che c’entra questo con la scuola?

A gettare benzina sul fuoco è la LILA (Lega Italiana per Lotta contro l’AIDS) in combutta con una community virtuale (affermano di essere la seconda dopo studenti.it) che si chiama ScuolaZoo, un nome che è tutto un programma e che con la scuola però ha poco a che fare. Ecco come si presentano: Chi eravamo: 2007. Tre finti studenti universitari che al posto di studiare hanno deciso di buttare via il loro tempo dedicandosi ad una missione più che nobile: fare di ScuolaZoo il più grande archivio mondiale di video goliardici girati nelle scuole! Chi siamo: 2010. Il plotone di soldati anti-prof targati ScuolaZoo si è allargato come il virus della suina e abbiamo un sacco di amici che oggi ci aiutano con il blog durante il loro tempo libero (solo perché studiano moooolto mooolto poco …). Tra ricerca di video assurdi, aiuto a chi ci scrive ogni giorno e spesa alcolica durante i nostri raduni segreti, questi studenti hanno abbracciato la filosofia che ci contraddistingue da sempre: la lotta ai professori attraverso la solidarietà (e gli scherzi!) tra studenti!

Ma d’altronde è chiaro: in una scuola-zoo se le aule sono le gabbie, i professori domatori e il personale non docente guardiano, gli alunni cosa sono?

L’educazione sessuale non si fa facilitando l’accesso al condom. L’unico effetto che si ottiene è una vita sessuale meno responsabile, un amore di plastica, in cui mi posso divertire limitando i danni: non corro il rischio di beccarmi l’AIDS, di restare incinta, di prendermi le malattie sessualmente trasmissibili. Il miglior modo per evitare questi rischi è conoscere bene me stesso, conoscere bene il partner e vivere responsabilmente. Per fare quello che la succitata community consiglia a caratteri cubitali (Se vuoi amare fallo con la testa) non bisogna incentivare la disinibizione sessuale e l’avventura mettendosi un cappuccio di lattice, ma attivare i neuroni e proteggere il cuore.

Mettere in funzione il cervello, invece di nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. E’ quello che si propongono altri attori dell’educazione sessuale nelle scuole, promotori di intenti davvero formativi, e non ‘commerciali’ come potrebbero essere quelli di chi vende un prodotto. Lo studente che non pensa con la sua testa è un ghiotto boccone per aziende voraci e affamate dalla crisi. Non ci vuole troppa fantasia per immaginare manager in giacca e cravatta che calcolano gli enormi guadagni che potrebbero derivare dalla conquista di un mercato vasto come la popolazione studentesca italiana. Solo che il condom non è una merendina o un cappuccino con lo zucchero (come lo vuoi molto zuccherato, poco zuccherato o amaro? Premi il codice corrispondente…). Il sospetto della strumentalizzazione è perlomeno lecito…

Ecco invece la proposta del Progetto Amos, che dal 1992, in collaborazione con gli Uffici Regionali Scolastici del Piemonte, promuove corsi di educazione alla sessualità come quello dal titolo Eros Amore Fecondità (6 giornate tra ottobre 2010 e aprile 2011). Oppure il programma di Proteggi il tuo cuore con i suoi incontri su: Chi sono io?, Consigli per gestire le proprie emozioni, AIDS: dati e fatti, Malattie veneree, La comunicazione da cuore a cuore, A volte dico di sì e invece preferirei dire di no. O ancora l’Associazione La bottega dell’orefice. Tutta gente che vuole veramente creare una cultura dell’amore e del sesso responsabile.

Nelle scuole superiori, forse anche nelle vostre, cari cogitanti, ci sono questi movimenti in atto. Occorre prendere una posizione. Quel che è certo è che i trionfalismi di quei rappresentanti di istituto e di quei presidi che celebrano la emancipazione raggiunta grazie a una macchinetta che vende tre profilattici a due euro (invece dei sei a dieci euro, acquistabili fuori dalle farmacie…) ricordano molto i troiani festanti intorno al cavallo di legno appena portato fino nel cuore della loro città. Anche allora l’euforia e il delirio di una notte furono pagati a caro prezzo…

 

Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.

  • prova fb

  • Bei progetti quelli che mirano a creare una (a mio parere fantomatica) “cultura
    dell’amore”. Mentre aspettiamo di costruirla, però, trovo che non ci sia nulla
    di sbagliato nel dare facile accesso ai giovani a un mezzo di prevenzione che
    non ha troppe controindicazioni. Forse chi scrive ignora che al giorno d’oggi
    sono pochi gli uomini (e mi riferisco a trentenni e quarantenni, non
    propriamente “ragazzini”, almeno anagraficamente) che di propria iniziativa
    usano il condom. Solitamente è la donna a doverlo proporre, qualche volta a
    dover insistere, sempre più spesso a tenerlo in borsa. Se il rischio di una
    gravidanza è un problema considerato ad esclusivo appannaggio della donna, non
    capisco come gli uomini non prendano minimamente in considerazione quello, ben
    più grave, delle malattie veneree. Forse, se questi trenta/quarantenni avessero
    potuto comprare preservativi nel bagno della scuola, a sedici anni, oggi non
    riterrebbero usarli una “scocciatura”. O forse no, forse un distributore di
    condom a scuola non migliorerà le cose. Non vedo, però, come possa peggiorarle.
    Mi sembra una polemica assolutamente sterile.

  • Ivan Rudenko

    Leggendo questi articoli continuo a non capire come si faccia a essere cristiani, che cosa è che vi spinge a rifiutare il piacere, a parlare di responsabilità, Col preservativo non c’è manco il concepimento a cosa vi dovete attaccare ora per criticarlo. Già che criticate i paesi dove vi è il libero aborto, e le donne che scelgono di farlo.

    • Cogitoetvolo

      Sei piuttosto prevenuto. Dove lo hai letto che l’autore è cristiano? O hai la sfera di cristallo?