Parigi, che ti succede?

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Ancora un attacco terroristico in Francia, simbolo della libertà. L’importante è non perdere la nostra umanità, perché la guerra è ovunque.

Libertà, uguaglianza, fraternità.
La Francia e l’Europa sono sotto attacco, ma anche sotto choc. Più di cento i morti, molti di più i feriti. La cronaca racconta di più attacchi simultanei ad una sala concerti, fuori dallo stadio, in un ristorante… Insomma, i terroristi hanno colpito dei luoghi di svago, simbolo della piena libertà occidentale. Da oggi i Francesi avranno paura ad andare ad assistere ad uno spettacolo o a mangiare fuori.

“Stanno attaccando il nostro modo di vivere” ha detto il premier italiano Renzi. La paura però potrebbe estendersi ben oltre, potrebbe evolversi in ulteriore razzismo, come se non ce ne fosse già abbastanza. E a questo proposito, la Francia chiude le frontiere. Momentaneamente la situazione è così disperata al punto da non lasciare spazio alla fraternità.

“Abbiamo altri problemi per adesso, andate altrove”. Potrebbe essere questo il pensiero di un qualsiasi francese terrorizzato dalla cruda realtà, ma in effetti, la realtà è la stessa per tutti. Cosa ci fa un Siriano in Francia? Ci passa le vacanze? Su via! Non è bello dover ripetere ogni volta le stesse argomentazioni contro il razzismo e a favore dell’accoglienza. Siamo tutti sulla stessa barca! Inutile parlare di Occidente e Medio Oriente. L’Isis esiste a prescindere, anche se non ci tocca direttamente. Il terrorismo islamico colpisce tanto in Siria, quanto in Nigeria. Ma ci sconvolgiamo veramente quando ad essere colpita è la Francia, patria della libertà. Se è guerra in Siria, è guerra anche in Europa. Che c’è una guerra aperta, lo dice anche il presidente francese Hollande.

Dobbiamo prendere coscienza di tutto ciò, senza trasformare la paura in disumanità, non dimentichiamo il valore dell’uguaglianza. Col Giubileo alle porte e con gli Europei di calcio, a metà 2016 proprio in Francia, la situazione deve essere tenuta sotto controllo. Parigi, dopo oggi, rischia di spegnere la Torre Eiffel ancora una volta, o forse di più. I simboli sono importanti, la torre parigina resterà spenta per tre giorni, sarà lutto nazionale. Ma ai simboli pensa anche l’Isis che ha voluto aprire e chiudere il 2015 con due stragi. Il futuro purtroppo non si preannuncia roseo.
L’obiettivo dell’umanità è quindi sempre lo stesso: libertà, uguaglianza e fraternità non appartengono soltanto alla Francia, ma sono un diritto mondiale.

Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.