Parole dal CAV: Potrei avere una stanza tutta per me?

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Paola Bonzi è l’anima del Centro Aiuto alla Vita della clinica Mangiagalli di Milano e da trent’anni aiuta le donne nella difficile “scelta” tra la maternità e l’aborto: in altre parole ha aiutato migliaia di bambini a nascere, nonostante, nella maggior parte dei casi, la loro morte fosse già stata decisa dai loro genitori.
Questa è una delle tante storie a lieto fine in cui la mamma, una ragazza di 19 anni, ha alla fine scelto la vita per il suo bambino. 
L’articolo è tratto direttamente dal blog di Paola Bonzi che contiene tante altre storie vere di mamme che si sono rivolte al Centro Aiuto alla Vita.

« Hai voluto la bicicletta, adesso pedala » ero sicura che non avrei più sentito questa frase ma il padre di Sara, 19 anni, incinta alla 9° settimana, gliel’ha urlata dietro buttandola fuori di casa.
Sara si è rifugiata presso un’amica i cui genitori si sono dimostrati accoglienti e affettuosi, dicendole di non preoccuparsi.
Anche la madre non le ha più voluto parlare forse perchè spaventata per le reazioni spesso violente del padre.
Ha lasciato tutto a casa, compresi i libri di scuola ; frequenta infatti l’ultimo anno di ragioneria e purtroppo in questo periodo non è più andata a scuola.
Pensava di trovare un sostegno nel padre del bambino che aspetta, ma questo ragazzo le ha detto che non vuole più saperne nè di lei nè tanto meno del bambino.
Sara è più sola che mai e si sente molto incerta sul da farsi.
L’unico contatto con i suoi familiari è costituito dalle telefonate con il fratello che ogni tanto le fa avere ciò di cui ha bisogno.
« A casa della mia amica sono molto gentili, ma io non voglio pesare su di loro, penso che interromperò la gravidanza e così potrò tornare a casa e continuare la scuola. »

Vista dal di fuori la situazione è tale che verrebbe spontaneo dire ”fai bene”.
E il piccolo bimbo ?
Lui se ne sta lì, come un pesciolino immerso nel suo ambiente confortevole, moltiplica in modo esponenziale le sue cellule e i suoi organi sono già tutti abbozzati, aspetta solo di crescere per arrivare tra noi.
Noi però ci sentiamo sempre più i padroni della vita che possono decidere anche di mettere la parola fine al suo sviluppo.

« Più ci penso e più mi convinco di non avere alternative. Devo riappropriarmi della mia vita. »
Resto senza parole. Mi pare che la sua determinazione non comporti dubbi.
E’ che dobbiamo proprio arrenderci ?
« Sara, sto pensando a una soluzione diversa. Posso proporgliela ?
Noi, come Centro di Aiuto alla Vita, potremmo ospitarla in uno dei nostri appartamenti dove accogliamo le madri sole. Troverebbe altre giovani donne nella sua stessa condizione e non sarebbe di peso a nessuno, anzi ne saremmo felici. »
Rimane in silenzio, sembra che cerchi di dare un senso alle parole ascoltate e di capire che cosa potrebbero significare per lei.
« Ma potrei avere una stanza per me ?
Io faccio un po’ fatica a condividere con altri i miei ritmi. Vorrei tornare a scuola e quindi dovrei studiare e magari rilassarmi un po’ ascoltando la musica che mi piace tanto. »

E’ proprio una ragazzina, sperduta nella fatica di vivere e molto provata negli affetti.

« Si, credo proprio che la stanza più piccola, in questo momento sia libera.
Per il vitto poi, non dovrà preoccuparsi. Il nostro Centro fa la spesa per tutte e le regaleremo anche una piccola somma mensile per le sue spese personali. Per ciò che servirà al bambino, se dovesse decidere di farlo nascere, procureremo noi tutto il necessario. »
Ecco che in questa giornata incerta e nuvolosa sbuca una lama di luce che arriva nella stanza e illumina lo sguardo di Sara ora quasi sorridente.
« Davvero potrebbe essere così ? La zona mi sembra vicina a quella della mia scuola. Potrei riprendere le mie abitudini lasciando vivere il mio bambino. »
« Brava – escalmo in modo poco professionale – credo che potrebbe essere una bellissima soluzione per tutti e due. »
Adesso la tensione si è stemperata e possiamo fare programmi di vita.

www.paolabonzi.it

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