P(arte)cipare alla cultura

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“In verità sono i monumenti a parlare la stessa lingua degli umani. Dalle età più antiche si prendono cura delle parole che non siamo in grado di dire”

C’era, in un regno non troppo lontano, un monumento che sedeva pigro e floscio su una collina. Ricordava i bei vecchi tempi in cui gli antichi romani giocavano con lui, s’insinuavano tra le sue braccia in certe bellissime domeniche soleggiate. Venivano apposta per vederlo e gli dedicavano gli attimi liberi delle loro giornate; avevano sempre il suo nome stampato in bocca.

Poi le cose erano cambiate, e gli uomini, di secolo in secolo, s’erano fatti più bellicosi, più affannati: passando per quella collina avevano preso l’abitudine di salutarlo frettolosamente pregandolo di perdonare la loro assenza. Era da un pezzo che non si facevano vedere, e ormai Monumento, vecchio e stanco, si limitava a contare sulla compagnia dei piccioni. Quelli sì che c’erano sempre, dispettosi ed irritanti.

Monumento si sentiva solissimo, e chissà quanti amici s’erano ridotti come lui. La famiglia dei Beni Culturali non se la passava di certo meglio; dei Luoghi Pubblici non aveva notizie, e anche quelle simpatiche Chiese, amiche affascinanti, erano sicuramente giù di morale.

Non avere paura!
Come?
Dico, non sei solo.
Chi parla?
Sono sul tuo fianco destro, accanto al colonnato. Sono un umano.
Gli umani parlano la stessa lingua dei monumenti?
In verità sono i monumenti a parlare la stessa lingua degli umani. Dalle età più antiche vi prendete cura delle parole che non siamo in grado di dire. Perdonateci se ci siamo dimenticati di ricambiare il vostro affetto. Facciamo pace?
Io e te, per tutta l’umanità?
Io uomo e tu monumento. Pace?
Pace.

Per suggellare questo patto, l’uomo non consegnò a Monumento una fede, ma la sua fede nell’arte, e diventò mecenate. Contribuì con una donazione affinché lui e gli altri tesori pubblici potessero restare belli nel tempo.

E lo fece con ArtBonus, un beneficio fiscale che riconosce ai privati e alle imprese i quali investono nella cultura un credito d’imposta del 65% dell’importo. Ad esempio, donando 1000 euro, si può abbattere la propria dichiarazione dei redditi di 650 euro, e ciò nell’interesse pubblico, rendendo il futuro l’erede del bello. Un gesto importante che può essere compiuto non solo dalle grandi aziende, ma anche dai singoli cittadini, con offerte che vanno dai 20 euro in su.

Monumento vide una folla in lontananza. Non s’aspettava sarebbero venuti per lui. E invece.
Sorrise a trentadue colonne: così gli umani chiamano i denti dei monumenti.
Che vissero per sempre felici e contenti.


Cogitoetvolo