Partire dalle piccole cose

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Certe volte capita di sentire una forza dentro di noi, un desiderio di bene, di felicità. Quando la vita ci sorride sentiamo dentro il nostro cuore qualcosa che si muove, quel desiderio di gratitudine di cui qualcuno ha gia scritto. Ci rendiamo conto quindi che, se è così tanto quello che abbiamo ricevuto, nostro compito è moltiplicare questo bene e crearne di nuovo.

Qualcuno diceva che nella sua giovinezza avrebbe voluto essere un martire e morire per grandi ideali, ma anche predicare grandi verità ed essere anche un servo dei poveri, infermiere, consolatore… Questo credo succeda a molti giovani, a giovani normali che non hanno alle spalle chissà quali storie: una vita normale, lo studio, gli amici, la famiglia; giovani che ad un certo punto però si rendono conto di essere fortunati per il solo fatto di essere sani, di avere cose normali. Personalmente mi è successo ciò quando avevo 16 anni, dopo aver conosciuto un ragazzo senza né gambe nè braccia che era felice di vivere.

Allora nella mente si affollano tanti pensieri, tante cose, vorresti ripagare gli altri del bene che tu hai ricevuto senza né chiederlo né meritarlo, vorresti fare tutto e corri a destra e a manca come se dovessi da solo salvare il mondo.

Ad un certo punto però ti accorgi che tutto quello che fai risulta sempre incompleto, non si raggiunge nessun obiettivo concreto, fai e fai ancora mille cose e ti ritrovi in mano solo castelli di carta che cadono con un soffio di un bimbo. Sì, un bimbo! La piccolezza! In quel momento capisci che non sono le grandi opere a cambiare il mondo, ma è la somma dei piccoli gesti pieni di amore che compie ciascuno di noi nel quotidiano; non hai più bisogno allora di partire per l’Africa per cambiare il mondo, ti accorgi che puoi cambiarlo iniziando dal basso, dal piccolo, da ciò che sembra insignificante. Ti accorgi che puoi cambiare il mondo diffondendo amore con piccoli gesti: cambi il mondo quando stai seduto a parlare con il nonno che ripete sempre la solita storia, portando un bicchiere d’acqua all’amica che si è slogata la caviglia e non può camminare, dicendo grazie a chi ti fa del bene, facendo del bene quando nessuno te lo chiede, sorridendo al signore che sale con te in ascensore, offrendo una caramella a chi fa la fila con te allo sportello…

Ti accorgi quindi che non sono i grandi progetti a cambiare il mondo, ma i piccoli gesti concreti pieni di amore di ciascuno di noi; allora scopri che aveva ragione chi disse "Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile".
Allora scopriamo che anche noi, che ci crediamo piccoli ed insignificanti, possiamo fare l’impossibile, grandi cose, iniziando dal necessario, partendo dai piccoli gesti.

Cogitoetvolo