Pause caffè pericolose e incontri ravvicinati del quarto tipo

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Le “pause caffè”  (cioccolato, succo d’arancia, insomma pausa e basta) a volte possono diventare “pericolose” : quella che voleva essere solo una breve pausa tra un capitolo ed un altro da studiare, davanti alla macchinetta in facoltà, può trasformarsi in una mezz’oretta abbondante di discussione tra colleghi in attesa del proprio turno – da far invidia alle “camera cafè”- e che continua col bicchiere in mano, sorseggiando quella bevanda infinita. Fortunatamente però, nella maggior parte dei casi, ci si limita ad un saluto veloce tra conoscenti e si ritorna in biblioteca a studiare, spinti dal richiamo dei libri che ti osservano minacciosi durante la giornata e ti sussurrano sempre “studia studia studia che gli esami son vicini”. 

Ma se capita accanto a te quel collega sconosciuto che inizia a lamentarsi ché “nemmeno la macchinetta del caffè funziona bene a questo mondo!”  allora la situazione diventa pericolosa, addio pausa “fast drink”. È uno dei tanti modi per attaccare discorso: e l’università fa schifo, e la crisi, e la disoccupazione, e la Chiesa (quella c’entra sempre, ve l’assicuro, anche coi pedaggi autostradali), e gli alieni…

Ma come! Gli alieni? Sì, gli alieni, sono tra noi e i nostri governanti ce lo nascondono da anni, non lo sapevate? L’hanno detto in uno di quei programmi in tv, uno di quelli dove avvistano alieni e fantasmi in ogni dove e “c’hanno le prove!”

In questo genere di discussioni l’interlocutore si aspetta da te un’approvazione, specialmente se fino a quel momento ti sei limitata ad ascoltare pazientemente con un certo interesse che- detto tra noi – non è tanto rivolto alla “scientifica” teoria sugli alieni che ci controllano e ci governano, bensì proprio alla tizia che ti sta confidando tali verità nascoste ai più, domandandoti tra e te e te se ci è o ci fa…

Superato lo stupore iniziale per aver avuto un “incontro ravvicinato del…quarto tipo” (non capita tutti i giorni di incontrare persone in carne ed ossa che credono veramente che alcuni politici siano in realtà degli extraterrestri e che siamo circondati), non so bene come reagire nel momento in cui la parola passa a me. Le faccio un paio di domande per comprendere meglio lei, la sua teoria, il come, il perché, le fonti (in realtà si tratta di domande mirate a mostrare le contraddizioni di quella sua spiegazione) e non si fanno attendere le risposte: “hanno fatto vedere un video e delle immagini shockanti in tv di una donna che ha partorito un feto alieno morto”; “no, non si sa bene, i servizi segreti americani tengono nascoste alcune prove”; “scritto in codice nella Bibbia si possono trovare delle tracce che parlano proprio degli alieni”.

Ah certo, se lo dicono in tv…allora sarà tutto vero! Sarà per questo che c’è chi dice che la tv fa male? Mi sa tanto però che anche leggere certi libri può dare alla testa, come quell’altra discussione con quei colleghi che pretendevano di convincermi di certi fatti portando come prove romanzi palesemente fanta-storici. Ma è tutta un’altra storia, assai meno rara di questa sugli alieni.

Tornando alla ragazza preoccupata per l’invasione aliena, non posso fare a meno di intenerirmi e semplicemente rassicurarla che non c’è nessun pericolo, a che serve vivere con questa paura? Non ci sono alieni tra noi, lei li ha mai visti? La tv si è sicuramente sbagliata, lo sa benissimo anche lei quante cose inventano in tv! Perché credere proprio a questa storia?

S’è fatto veramente tardi, è ora di tornare a studiare. Mi saluta con in viso un’espressione compassionevole verso di me, povera miscredente che non sa quello che dice.

Non ho mai parlato con E.T. in vita mia e non vedo perché dovrebbe venire qui sulla Terra; se è qui si faccia vedere, ma non è qui.
Se esiste lì da qualche parte nello sterminato universo io non lo so; lui starà vivendo la sua vita ed io continuo a vivere lo stesso la mia, lui starà guardando il suo cielo con le sue stelle ed io la volta stellata sopra di me, pensando solo a quanto sia bella.
Se invece non esistono altri esseri intelligenti in qualche altra galassia remota non mi importa, io sono qui e questo mi basta. Abbiamo già abbastanza cose a cui pensare, perché preoccuparci dell’esistenza o meno di esseri così lontani che, se anche esistono, non incontreremo mai, a parte nei film fantascientifici?

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"