Per fortuna ci sono i mendicanti

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Per fortuna ci sono i mendicanti. Loro ci salvano, ci salvano dalle nostre vite fatte di piccoli grandi pasticci e delle nostre piccole grandi paranoie. Per fortuna ogni tanto qualcuno ci sveglia e si fa largo nelle nostre esistenze. A volte basta un attimo, basta che qualche parola arrivi alle nostre orecchie ed ecco che si comporta come un chiodino che penetra nel muro e giunto alla sua fissa dimora si fa sempre più spazio allargandosi. Fatto apparentemente inspiegabile.

Questi fanno così, chiedendo l’elemosina con poche parole sommesse, piantano dei chiodini nelle dure corazze dei passanti. La maggior parte di essi dimentica, troppo presa dai suoi acquisti o semplicemente dalla domenica pomeriggio con la famigliola. Qualcun altro invece fa sì che questo chiodo prenda dimora anche se fa male. Rode tanto, direbbe mio fratello. Allora ci ripensa e cerca di dare un perché a questo, di trovare una spiegazione o addirittura si interroga su se sia stato giusto o meno omettere l’atto di elemosina. Ed eccomi qua a chiedermelo. Ma la cosa più fastidiosa, ciò che più brucia, è che i mendicanti, i barboni, le zingare con i loro bambini in braccio se ne stanno sempre nei posti dove noi tutti, nessuno escluso, siamo splendidi, impeccabili. Belli direi. Stanno nelle piazze più belle, sotto gli occhi di tutti.

Davanti a gente indaffarata con sporte e 24ore in una mano e cellulare nell’altra. Non stanno mai davanti alla porta di casa o nei parchi dei paesini dove può capitare di uscire poveri, moralmente e fisicamente. Lì non ci sono e non ci saranno mai perché non sarebbero scomodi in quel contesto, sarebbero come una naturale cornice alle nostre piccole povertà. Invece davanti alle chiese, sulle vie più frequentate delle maggiori mete turistiche li trovi sempre. Sempre lì che ti beccano quando sei, o fai, lo splendido, quando stai così bene con i tuoi vestiti nuovi mentre loro hanno pochi vestiti logori addosso. Nel caso degli uomini pensi per giustificarti che, messi come sono messi, l’unica cosa che andrebbero a comprarsi con gli spiccioli che hai tu in tasca sarebbero degli alcolici. E tu, moralmente integro, non accetteresti mai di finanziare tali spese. Invece per le donne, sempre con figlio allegato, rimani sulla tua posizione perché quello lo consideri sfruttamento di minori e per l’integrità di cui sopra non lo puoi tollerare. Così gli spiccioli rimangono nelle tasche di chi li aveva in partenza, e certo se li era guadagnati, mentre i lamenti restano inascoltati. Cosa sarebbe meglio fare non lo so, non sono qui a scriverlo e forse non è neanche il caso che mi faccia tanti problemi perché “i poveri li avrete sempre con voi”.

Eppure mi risuonano nella mente certe parole: dove c’è povertà, dove c’è gente sui marciapiedi, non c’è giustizia. E senza giustizia non ci può essere pace.

Non ci può essere pace.

Mi piace scrivere e leggere tutto ciò che stuzzica la mia curiosità, motivo per cui ho deciso di studiare Fisica. Amo la musica, in particolare quella classica: suono il pianoforte e canto come soprano in un coro da camera.