Per le strade della legalità

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Ci sono storie di vita che non vanno dimenticate e il cui racconto rinnovato serve per non perdere di vista il senso della realtà e dei problemi. Ci sono vite che devono essere conosciute da vicino, nei loro luoghi, dove sono diventate grandi testimonianze. Non basta leggerle nei libri, né vederle nei film, c’è bisogno di incontrarle, sentirne l’odore, toccarne la passione. Per questo abbiamo scelto di far vivere una due giorni agli studenti del biennio, facendogli percorrere le strade di Padre Puglisi, Falcone, Borsellino, Impastato ed altri modelli viventi di impegno per la legalità e lotta alla mafia.

Accompagnati da “Addio Pizzo”, abbiamo alloggiato e mangiato in hotel e ristoranti pizzofree, quale contributo concreto a chi dice di “no” ai soprusi e crede nella giustizia. I primi passi li abbiamo percorsi tra le strade di Capaci fino a raggiungere la zona sotto l’autostrada in cui si ricorda la morte del giudice Falcone, della moglie e di alcuni uomini della scorta; un giovane, ai tempi della strage un ragazzino, ci ha raccontato quanto ha provato in quel maggio del ’92. Da Capaci a Partinico la strada è breve, ma intensa l’esperienza vissuta nella sede di Telejato col giornalista Pino Maniaci; con il suo linguaggio colorito ma deciso contro la mafia, i ragazzi hanno passato un paio d’ore diventando protagonisti di questa emittente coraggiosa.

La terza tappa è stata Cinisi: in memoria di Peppino Impastato abbiamo percorso i “cento passi” che distanziano la sua casa-memoriale da quella del boss Badalamenti, oggi bene confiscato alla mafia. In quest’ultima, dove fu ordinato l’assassinio di Impastato, si è parlato di legalità, giustizia, coraggio, segno che è possibile cambiare e sperare! Il secondo giorno è stato dedicato al ricordo di Borsellino tra le vie di Palermo e presso la cittadella della giustizia; poi le nostre storie hanno incrociato quelle del salesiano Don Enzo Volpe e dei volontari dell’Istituto Santa Chiara, centro di accoglienza per i ragazzi del quartiere dell’Albergheria e gli immigrati.

La lotta per la legalità oggi come ieri passa attraverso l’educazione ed il dialogo, per luoghi sereni in cui ritrovarsi, giocare e creare relazioni significative. Il resto della giornata è stata utile per conoscere la storia ed il messaggio di Padre Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia e prossimo alla beatificazione. Un prete che, con la forza del Vangelo, – come ci ha testimoniato il suo amico Gregorio Porcaro – ha cercato il bene per Brancaccio, per le famiglie, per i ragazzi. Non un sacerdote antimafia, ma un uomo di Dio che ha vissuto le virtù evangeliche fino al martirio e il cui sangue è divenuto seme fecondo per la terra in cui stato versato e non solo.

Il tutto è stato condito dallo stare insieme, dalla condivisione gioiosa della quotidianità, dal rafforzamento del legame alunni-prof. Ora faremo sì che queste giornate, con i fatti e il racconto, diano frutto perché le storie coraggiose di ieri entrino nel vissuto di tutti i giorni.

Ufficialmente Prof. di Lettere in un liceo di Catania, quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista, scrittore e educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire.