Per superare le crisi c’è bisogno di supereroi

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Non si può dire che si siano mai estinti. Eppure era un po’ che non si facevano vedere in giro, rimanevano nascosti tra i polverosi scaffali di qualche fumetteria di nicchia, dove solo i più appassionati erano in grado di scovarli. Poi sono comparsi sui maxi-schermi dei cinema, anche se il loro ritorno era passato in sordina. Pian piano però si sono moltiplicati: grazie ai film e alle serie tv ormai tutti parlano di loro. Sono tantissimi e forse ci piacciono proprio perchè sono diversi l’uno dall’altro e facilmente riconoscibili per qualche particolare caratteristica. In fondo vorremmo essere un po’ come loro…degli eroi. Meglio: dei supereroi.

Uno dei supereroi più famosi e amati, secondo solo a Superman -stando a quanto ha pubblicato il sito della IGN nella sua classifica dei cento maggiori eroi della storia dei fumetti-, è Batman, un ricco uomo che decide di combattere la criminalità, memore della violenza che quando era piccolo gli portò via entrambi i genitori. Oltre a servirsi di un particolare travestimento e di un campionario di gingilli che farebbero gola a qualunque agente segreto, Batman non si risparmia alcun tipo di attività fisica, sottoponendosi ad estenuanti allenamenti ed estremi sforzi mentali. Gli adattamenti cinematografici dei fumetti sono stati numerosi e da poco è stata lanciata una serie tv che narra le vicende del Batman delle origini, che come tutti gli eroi alle prime armi ha molto da imparare. Batman non è che uno dei centinaia di eroi che il mondo dei fumetti ha creato, eppure nella sua storia ci sono determinati elementi che potrebbero appartenere a un qualunque supereroe; quegli elementi che ce lo fanno apprezzare ancora, dopo più di settant’anni dalla sua nascita.

Siamo alla fine degli anni Trenta quando viene pubblicato il primo fumetto che vede come protagonista l’uomo pipistrello. L’America sta lentamente uscendo dagli anni della Grande Depressione: gli effetti della crisi economica si ripercuotono, come sempre, su quegli strati della popolazione ritenuti marginali. Nelle strade delle periferie delle grandi città dilaga la violenza e miete spesso vittime innocenti, come i genitori di Batman, uccisi durante una rapina. Capitan America, diffusosi negli anni del secondo conflitto mondiale, diventa l’emblema dello Stato americano e portavoce di ideali di democrazia e uguaglianza. Verrà ripreso negli anni Sessanta, insieme a molti altri suoi colleghi: sono gli anni delle rivendicazioni dei movimenti studenteschi, delle proteste contro la guerra del Vietnam. Sembra esserci un collegamento tra l’affermazione della figura del supereroe e i periodi di crisi che vedono coinvolta la società americana. Così non sorprende che oggi, nell’era della globalizzazione, questo fenomeno abbia interessato anche l’Italia.

Il supereroe incarna così la speranza verso un futuro migliore, il mezzo attraverso cui diventa possibile credere che la situazione si risolverà nel migliore dei modi. La sua micro-storia individuale rispecchia la macro-storia della società: Bruce Wayne diventa Batman in reazione alla violenza subita, rifiuta di essere una pedina del sistema e lotta per un mondo migliore. E lo fa perché ci crede: non è il solo ad avere dei poteri sovrannaturali e deve combattere contro altri che decidono di usarli nel mondo sbagliato. Ma questo non lo ferma, anzi lo sprona a lavorare ancora più duramente affinché a nessun bambino tocchi la sua stessa sorte. Un’altra caratteristica del supereroe è quella di essere per certi versi impersonale: agisce sotto un travestimento, con una maschera che gli copre il volto. Potrebbe esserci chiunque sotto, perché chiunque può combattere per una società migliore. Negli anni quest’ultima considerazione si è acuita e sono nati i Watchmen, i Vigilanti, che sono decisamente più umani e vengono ritratti anche nei loro momenti di debolezza. Ma sono pronti a mettere in pericolo la loro incolumità perché l’ordine sociale venga ristabilito.

I supereroi hanno ispirato moltissime persone e continueranno a farlo. C’è chi si è estremamente appassionato, al punto da diventare a sua volta un vigilante mascherato. Ma non c’è bisogno di un travestimento per cambiare le cose. Basta abbracciare i valori che rendono tale un eroe: l’amore per la giustizia, la tenacia di fronte ai fallimenti, il rifiuto della violenza. E soprattutto credere in un futuro migliore.

 

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.