Per Teresa, ovunque tu sia

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Capita spesso di vivere per inerzia. Forse capita a tutti, almeno una volta nella vita. Vivere senza meta, senza valori, senza idee. Vivere senza riflettere, senza sperare, senza credere in nulla, neanche in se stessi.

Nessuno di noi, probabilmente, ha mai conosciuto Teresa. Nessuno di noi l’ha mai incontrata o ha mai scambiato con lei qualche battuta. Ora la conosciamo tramite le cronache dei telegiornali -forse solo in Sicilia- ma basterà poco per vedere svanire la sua storia tra le pagine consunte di archivi sepolti dalla polvere o tra i bit anonimi del web. Eppure Teresa era tra noi, ed era una di quelle persone che vivono per davvero, che vivono con la forza dell’amore e delle idee, che credono in qualcosa di più grande, di infinito, di eterno. Perché non è vero che chi di speranza vive disperato muore, ma è solo chi spera che non muore mai.

Teresa Sammito, una creatura speciale. Aveva sposato Salvatore poco meno di un anno fa, nella chiesa di San Giorgio a Modica, quando un male terribile aveva già preteso di scrivere il suo destino; ma il destino non esiste e se è vero che una vita possa apparire già segnata, non c’è comunque nulla che possa davvero stroncare un sogno d’amore.

E così Teresa aspetta un bimbo, un dono dal cielo che i medici tentano di ridimensionare, sconsigliando la gravidanza e consigliando -dopo- un’interruzione che possa allungarle la vita. Solo chi spera non muore mai. Il bimbo nasce, al settimo mese. Sta bene, ma Teresa non può vederlo. Non può accarezzarlo, non può cullarlo. Se ne va via, dove lei credeva di andare. Un luogo senza dolore, un trionfo di luce. Ovunque tu sia, Teresa, ti ringraziamo. Tutti noi. Ti ringraziamo per il tuo coraggio, per i tuoi sogni, per aver sconfitto il destino, per aver creduto in qualcosa di eterno, per aver vissuto veramente. Ti ringraziamo per la creatura che hai dato al mondo e che adesso tuo marito alleverà come il migliore dei padri, quella creatura che non hai mai guardato negli occhi. Nessun rimpianto, Teresa. C’è forse bisogno di guardare negli occhi il frutto del proprio amore, della propria dedizione, della propria speranza? Era dentro di te, prima di affacciarsi alla finestra del mondo. E tu sarai dentro di lui. Per sempre.

Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.