Per una scuola migliore

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La scuola è troppo stressante! Però non ho nulla contro quell’edificio da molti chiamato “carcere”, ma ce l’ho col sistema che ormai ha stancato, ha stressato. Riconosco il ruolo importante che ha nella formazione dei giovani ma… c’è qualcosa che non va! È diventata troppo spossante, poco interessante e per questo poco considerata.
Ma da cosa siamo infastiditi noi studenti che frequentiamo controvoglia?
Dai professori, dalla continua ed opprimente valanga di compiti assegnati per casa, dalle materie poco interessanti, dall’arretratezza dei mezzi e dei metodi di insegnamento e di apprendimento.

Professori. Su questa categoria di lavoratori si potrebbero scrivere interi trattati. Sono sottopagati, sottovalutati e spesso “sottoistruiti”. Non è raro trovare insegnanti svogliati e poco preparati. Gli studenti risentono di questo deficit.
Per una scuola migliore mi auguro molti più professori degni di questo nome. Personaggi carismatici, coinvolgenti, colti e aperti alle esigenze degli studenti.
Compiti. È mai possibile tornare a casa e, spesso, non avere neanche il tempo di pranzare perché si è carichi di compiti? Capisco l’esigenza di approfondire gli argomenti studiati in classe anche a casa. L’esercizio è necessario. È fondamentale. Ma non è giusto caricare i propri studenti di compiti, spesso per il giorno dopo.
Dovete impiegare almeno due ore per lo studio della mia materia a casa
Vogliamo farci due calcoli?
Due ore per almeno quattro materie da studiare al giorno fanno otto ore. Sono tante considerando la necessità di un riposo psicofisico. Non siamo robot da studio. Per non parlare degli studenti pendolari che hanno addirittura meno tempo a disposizione.
Io oltre ad un certo orario non riesco a studiare. Chiudo tutto, mando qualche prof a quel paese e poi vado a nanna.
In tutto questo consideriamo anche i week-end, durante i quali un ragazzo vorrebbe anche svagarsi -d’altronde siamo ragazzi, se non ci godiamo la gioventù, quando potremo farlo?- ma è costretto, se volenteroso, ad anticipare i compiti lasciati appositamente per il fine settimana.
E poi gli adulti si lamentano che siamo una generazione solitaria… Non solo i social network.
Non voglio neanche commentare quando siamo costretti a studiare per le vacanze. Se si chiamano vacanze perché dovremmo studiare?
Per una scuola migliore mi auguro un buon senso da parte dei professori quando è ora di assegnare i compiti.
Materie. Ritengo che materie come la letteratura, la storia e la filosofia siano indispensabili per la formazione della coscienza e dell’essere di uno studente. Gli antichi, attraverso le loro esperienze, ci hanno fornito delle conoscenze uniche che vanno tutelate ed apprezzate.
Ma a volte è proprio dura reggere a delle lezioni un po’ noiose. Molti insegnanti tendono ad essere gli unici interlocutori del dialogo con gli studenti. Spiegano, spiegano e spiegano. Non è semplice restare costantemente attenti.
Ecco perché ci vorrebbero dei piccoli accorgimenti per rendere più leggero e piacevole lo studio di materie umanistiche.
Un’esempio? La storia. È inutile imparare date e nomi a memoria se poi vengono dimenticati subito dopo l’interrogazione. Penso che la storia debba essere vista come un dialogo tra amici. Si racconta l’accaduto e poi si passa alle considerazioni. Quali possono essere le cause e le conseguenze future. Il problema è che ciò non viene applicato allo studio perché non viene vissuto in prima persona come gli affari personali.
Per una scuola migliore mi auguro che lo studio di determinate materie possa essere più aperto, coinvolgente e vicino alle esigenze dello studente. Dovremmo essere aiutati a potere ragionare autonomamente.
Mezzi. Si parla tanto di informatizzazione della scuola. Sono d’accordo. La tecnologia guarda al futuro per cui nulla di male se qualche prof consente di utilizzare internet ed il cellulare in classe per fare ricerche. Certo, evitando i momenti di distrazione.
Sarebbe intelligente munire gli studenti di Tablet al posto dei libri. Si risparmierebbero sia soldi che alberi. Più ricchezza, benessere e modernità. L’unico vero accorgimento da prendere sarebbe quello di evitare che le onde degli apparecchi tecnologici mettano in pericolo la salute.
Per una scuola migliore mi auguro un adeguato sviluppo delle competenze informatiche ed un progressivo utilizzo degli strumenti del futuro.
Metodi. Ritengo che il cambiamento dei tempi implichi anche una modernizzazione dei metodi di lavoro.
Fidatevi se vi dico che bisognerebbe elaborare metodi innovativi per i lavori di gruppo. Spesso nel gruppo classe non c’è grande autonomia. Tra gli studenti si sviluppano spesso interessi diversi che non hanno modo di fruttare al meglio. Se la scuola favorisse il gruppo, magari ognuno potrebbe dare il meglio di sé per ottenere un obiettivo comune.
Si rafforzerebbero sia i rapporti interpersonali e si potenzierebbero le capacita individuali dello studente.
Per una scuola migliore mi auguro lo sviluppo di metodologie di lavoro collettivo che consentano l’acquisizione di competenze trasversali.

Sono solo uno studente. Probabilmente potrei essere considerato di parte. Ma molti problemi che riguardano gli studenti li percepisco meglio rispetto ad alcuni insegnati a cui importa solamente di terminare il programma. Siamo il futuro. Agli insegnanti stessi dovrebbe interessare un avvenire migliore.
Mi sembra inevitabile che si ricerchi un sistema scolastico nuovo. Questo non va più bene.
Ognuno dovrebbe scegliere la scuola in base ai propri interessi ed alle proprie capacità, mentre spesso si sceglie una scuola perché garantisce più possibilità per trovare un lavoro sicuro.
Vorrei che la nuova scuola garantisse studenti più attivi, più vogliosi di fare, non svogliati e disinteressati.
La scuola, a mio avviso, dovrebbe cambiare radicalmente.

Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.