Piccola Parigi

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Recensione di un libro inaspettato

È iniziato tutto nel modo più impensato.

Instagram, una qualsiasi giornata di gennaio: un commento fa capolino al di sotto di una fotografia, la lettura distratta di un “Ciao! Volevo proporti una collaborazione 😊” mi incuriosisce un po’. Dopo un veloce scambio di battute in direct, al mio indirizzo di posta elettronica arrivano una mail e due allegati che si tengono a braccetto, .pdf e .epub.
Doppio clic, ed eccomi a Cabiate.

“Le piccole città hanno un grande, grande vantaggio: far sembrare grandi le piccole cose che vi accadono”
“Le piccole città hanno un grande, grande vantaggio: far sembrare grandi le piccole cose che vi accadono”

È un racconto nel racconto, quello che Alessandro Tonoli ci presenta nel breve volgere di 60 pagine: la storia che un nonno speciale decide di narrare alla giovanissima e vispa nipotina, curiosamente mia omonima. Chiara, irrequieta e perplessa, con (im)pazienza accetta di ascoltare… E Francesco, con lentezza, dipana il filo dei ricordi.

I lontani eventi che hanno animato il piccolo paese lombardo ormai molti anni addietro si fanno nuovamente vivi e presenti alla memoria: “Ricordo gli occhi con cui vidi tutto questo”, ci fa sapere il nonno, “erano gli occhi di uno che ancora non sapeva molte cose, ma credeva di saperle”. Parola dopo parola, il lettore viene messo a parte dei fatti vissuti dall’atipico protagonista nel pieno dell’adolescenza, nel tempo in cui si conosce l’amore: un amore diverso da quello che il lettore si aspetta.

Incarnato da una bimba di appena dieci anni, la stessa età di Chiara, questo sentimento innocente e avvolgente si muove al ritmo dei suoi piccoli passi, accompagnati dallo svolazzare di un vestito rosso: minuta, leggera, la piccola creatura senza nome porta con sé gioia e tranquillità, donando un attimo di pace e un sorriso a chiunque la incontri e accetti di ascoltare la sua fanciullesca saggezza, a chiunque voglia spalancare il cuore un po’ di più, per accogliere nell’anima le parole buffe e magiche di uno scricciolo vestito di seta, venuto da chissà dove. È un angelo senza perché, un miracolo dai capelli chiari che fa sbocciare la serenità ovunque batta le sue invisibili ali: è la Piccola Parigi, dal momento in cui la bambina mostra ai passanti un souvenir dalla Francia, una piccola tour Eiffel da cui non si separa mai…

… finché, un bel giorno, la piccola non decide di farne dono a Cabiate, perché l’oggetto più prezioso che ha con sé regali al piccolo paesino della periferia di Como la stessa gioia provata nella grande capitale oltremontana. Perché sia un seme, un seme di speranza, simbolo e memento di una felicità che sa mettere radici e dare frutti dolcissimi, seppur innaffiata dalle lacrime: perché germogli e  offra a chi la sfiori il suo benevolo incantesimo.

Non svelerò altro della trama di questo toccante, meraviglioso racconto: ve lo lascerò scoprire, com’è giusto che sia, proponendovi in chiusa un’altrettanto promettente realizzazione dello stesso autore. Perché ad una penna, metaforicamente intesa, ci si affeziona: ed è quello che spero capiti anche a voi.

Quel che rimane incastrato nel vento – Buonanotte Cecil

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Piccola Parigi
Autore: Alessandro Tonoli
Genere: Racconti
Editore: EDITORE NON IN ELENCO
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 60
Chiara Tomasella

Nata a Conegliano Veneto, da quando ha imparato a tenere una penna in mano adora riempire ogni pagina bianca con l'inchiostro dei pensieri; attualmente studia Lettere Moderne all'Università di Udine, dedicando il tempo libero alla scrittura e alla fotografia.