Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare

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Un film di Rob Marshall. Con Johnny Depp, Ian McShane, Penelope Cruz, Richard Griffiths, Geoffrey Rush. Titolo originale Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides. Azione, durata 141 min. – USA 2011. – Walt Disney uscita mercoledì 18 maggio 2011

Capitan Jack Sparrow si ritrova coinvolto in un rocambolesco viaggio per raggiungere la leggendaria Fonte della Giovinezza quando una donna del suo passato lo costringe a salire a bordo della Queen Anne’s Revenge, la nave del formidabile pirata Barbanera.

C’è chi dice che ogni grande scrittore, dopo il suo primo capolavoro, fa fatica a scriverne un altro.
Questa regola vale, in parte, per Ted Helliot, che scrisse sceneggiature per film quali Aladdin, Shrek e il mai fin troppo rimpianto “I Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna”, che inaugurò la famosissima saga d’avventura, in cui il leggendario Capitan Jack Sparrow ne è lo splendido protagonista.

Ma arrivati al quarto film della saga, prodotto dalla Walt Disney per un pubblico che fosse il più ampio possibile, la sceneggiatura di Helliot risulta essere molto al di sotto delle aspettative.

Ambientazione piratesca, costumi carnevaleschi, caccia all’ultimo sangue di una fonte magica, sfacciati spadaccini e un mare tenebroso, il tutto condito dalla barcollante, comica, sempre un po’ brilla camminata di Johnny Depp: gli elementi essenziali della saga ci sono tutti. Elementi che, certo, possono ancora entusiasmare i più piccoli e stimolare la fantasia degli amanti del genere, ma che, alla lunga, finiscono per stancare.

La trama, complessivamente, sembra essere ripetitiva e scontata, zeppa di scontati e sin troppo prevedibili colpi di scena.

Depp è incatenato in un personaggio che sembra aver perso gran parte del suo carisma originario, costretto ad infiniti duelli a colpi di spada e tuffi acrobatici da pericolosi dirupi, relegato ad un ruolo che fa da cornice ai vari filoni narrativi, che solo alla fine riescono ad intrecciarsi, sebbene alquanto forzatamente. Eppure, è proprio “Johnny Sparrow” che riesce a tenere viva l’attenzione per tutta la durata del film, con il suo sguardo magnetico ed il suo immancabile tocco tragicomico.

New entry del cast è Penelope Cruz, che incarna il tiepido personaggio di Angelica, la quale dà certamente un tocco di romanticismo alla storia, anche se un altro tema tradizionale della saga, quello del costante e feroce confronto dialettico tra uomo e donna, che vedeva in Sparrow il paladino del più spietato maschilismo, sembra essere decisamente affievolito, se non addirittura sopito.

Gli unici spunti interessanti sembrano essere l’entrata in scena delle bellissime sirene, che riesce a trasmettere tutto il fascino di queste creature omeriche, e, a sorpresa, la comparsa di un tema insolito e sconosciuto in questo genere di film: la fede.

Un dolcissimo e, bisogna proprio dirlo, molto affascinante vicario di Dio è al seguito della sgangherata compagnia nel tentativo, continuo ma privo di ogni tangibile risultato, di salvare l’anima dello spietato Barbanera. Ed è proprio questo pastore che dà un tocco di tenerezza allo storia, innamorandosi di una fragile ed indifesa sirena che con estrema pietà cristiana riesce a salvare dalle grinfie dei temibili pirati. Ma anche questo accattivante spunto narrativo è poco sfruttato, risolvendosi in un’ambigua e poco coerente perdizione del reverendo negli abissi del mare, tra le lunghe braccia della sirena.

In definitiva, pessimo per chi apprezza la raffinatezza delle trame, discreto per chi ama il genere avventuroso, ottimo per tutta la famiglia!

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Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.

  • Anton_Ego

    Ottima recensione! Coglie perfettamente pregi e difetti del film.