Pronuncia il mio nome

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Di Pronuncia il mio nome è molto interessante la genesi: Tommaso e Alessandro, due amici, studenti universitari, nell’estate del 2010 partecipano a un progetto di cooperazione che si svolge a Dadar east, quartiere popoloso e variopinto di Mumbai, in India. Rimangono conquistati dall’ambiente di quella città, dalle persone. Tutto è così diverso e lontano dalla vita quotidiana che vivono in Italia. Decidono così di raccontare a chi vorrà ascoltarle le storie che hanno vissuto, dare un’idea dell’aria che si respira nei vicoli di quella metropoli, nelle baracche costruite di latta, nei treni affollatissimi, nei mercati caotici eppure così vitali. Un’esperienza così forte, si dicono, non può essere solo per noi, va assolutamente condivisa.

Protagonisti del romanzo sono tre ragazzini, Asgar, Godwin e Wilson, che vivono in un orfanotrofio, lo stesso dove gli autori hanno lavorato alla ristrutturazione di alcuni locali, nel viaggio che li ha portati in India. Intorno ai tre ragazzi si muove un rutilante mondo di personaggi di ogni tipo: Father Rui, il direttore dell’orfanotrofio con i due seminaristi che lo assistono, Kapoor il sarto, Lieven, un misterioso violinista belga che in India cerca l’ispirazione per una nuova sinfonia, e tanti altri. Le loro vite si intrecciano in una storia corale, dove tuttavia non c’è spazio per l’anonimato. I nomi sono importanti, ogni nome ha un significato ed è sinonimo di esistenza.

Come in tutte le storie di ragazzi che si rispettino, anche nelle pagine di Pronuncia il mio nome c’è spazio per l’amore, il dolore, la solitudine. E anche la violenza, la miseria. L’occhio dei giovani autori, però, sa cogliere anche l’ironia e la simpatia di certe situazioni, che infondono al racconto leggerezza e speranza.

A buon diritto, nelle pagine finali del libro Alessandro e Tommaso ringraziano il capocantiere che ha guidato i lavori di fatica che come volontari hanno svolto ormai quasi quattro anni fa. Fu lui con una provocazione a spingerli a trasformare il loro diario di viaggio in un libro vero. Hanno scoperto così che impastando il cemento in realtà non stavano solo costruendo delle aule per i ragazzini orfani. Stavano mettendo le fondamenta di una vita piena di senso.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Pronuncia il mio nome
Autore: Tommaso Giavoni e Alessandro Calò
Genere: Romanzo
Editore: Onirica Edizioni
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 163
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.