Protagonisti di una svolta

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L’appuntamento è per sabato 4 ottobre a Napoli, un giorno che non è stato scelto a caso. Giovani da tutto il mondo si raduneranno in piazza Plebiscito per “Giovani della pace”, l’appuntamento mondiale del Sermig fondato da Ernesto Oliviero nel 1964. I giovani arriveranno dall’Africa, dall’Italia, dal Medio Oriente, dall’America Latina. Riportiamo di seguito alcune parole scritte per l’occasione proprio da Ernesto Olivero.

Non c’è presente e futuro senza giovani
Dobbiamo ridisegnare il mondo partendo dai giovani. Un mondo senza giovani è la fine del mondo, è respirare senza vivere, è mangiare senza sfamarsi. Come far rinascere i giovani? Come farlo per sempre? Come possono i giovani riconquistare se stessi? Ci vuole una rivoluzione d’amore, una rivoluzione del modo di pensare: una rivoluzione filosofica, quindi anche morale e culturale. Una rivoluzione d’amore che si concretizzi in riforme del sistema economico, politico, sociale, per un vero e nuovo rinascimento.

Sentiamo dire che i giovani sono il futuro, ma questa affermazione suona come un equivoco e una bugia. Un equivoco, quando si fa dei giovani un pretesto e si toglie loro la responsabilità del presente e del futuro. Una bugia, perché le nuove generazioni sembrano trovarsi su un percorso programmato da forze e poteri più grandi di loro per perdersi nel niente, senza possibilità – se non individuale – di cambiare rotta, di risorgere, di dare una svolta alla propria esistenza. Di fatto i giovani vivono in una terza guerra mondiale, senza un fronte né un orizzonte, tra le rovine di principi accantonati dagli adulti, tra il crollo di tanti valori morali, tra migliaia di compagni morti di niente e per niente.

Noi sappiamo tuttavia che i giovani che hanno infranto il muro dell’egoismo e della paura sono diventati amministratori, insegnanti, artisti, operai, imprenditori… illuminati e responsabili, bravi genitori, monaci o monache buoni, e giovani con un grande avvenire davanti. Sembrano una minoranza, ma dimostrano che i giovani, se trovano un po’ di terreno fertile, fruttificano e producono speranza per sé e per gli altri.

Altri giovani – forse la maggioranza – ubriacati dal benessere e soffocati da una crescente aridità spirituale, si sentono traditi dal fatto stesso di vivere: sono i più poveri tra i poveri. Come potremo chiedere scusa per averli ingannati, per aver fatto credere loro che erano al centro di ogni nostra attenzione, quando invece in non poche aree del mondo a partire dal nostro Paese mancano persino le più elementari possibilità di occupazione? Quando politici, educatori, giornalisti ecc.ecc. saranno capaci di ammettere con coraggio di avere sbagliato o di non aver fatto abbastanza?

 

Non c’è libertà senza responsabilità
C’è un pensiero dominante che suggestiona la maggior parte delle scelte dei giovani: “libertà è fare quello che voglio”, “rendo conto solo a me stesso”, “non devo preoccuparmi di nessun altro”.

Questa convinzione, frutto di una cultura superficiale, amplificata acriticamente dai media, ha portato molti giovani a pensare che si possa vivere senza principi, senza purezza, senza mitezza, senza onestà. Quanti giovani vivono solo una notte alla settimana, il sabato sera?

Dobbiamo invece affermare e mostrare con i fatti che non c’è libertà senza responsabilità, senza rispetto reciproco, senza fatica. La libertà è un valore, è un bene di tutti e per tutti. Si costruisce con la pace, il lavoro, la solidarietà. Dalla libertà discendono i valori che rendono la vita degna di essere vissuta.

In un tempo in cui non si conosce più il significato della parola “dovere” o lo si vuole deliberatamente ignorare, vogliamo ribadire la responsabilità di ognuno nello svolgere il proprio compito. Questa è la chiave per ogni cambiamento.

(…)

I giovani protagonisti di una svolta

Oggi è difficile farsi ascoltare dai giovani, perché le nostre parole di adulti non dicono più nulla: parlano solo i fatti, gli atteggiamenti. E’ credibile solo chi vive le parole che pronuncia. Le parole buone devono essere testimoniate da fatti buoni. Anche i giovani devono sapere che si cresce solo nell’impegno. Noi chiediamo alle autorità religiose e civili di fare un profondo esame di coscienza e offrire ai giovani occasioni crescenti di responsabilità pubbliche. Chiediamo però ai giovani, con ancora maggiore convinzione, di lottare per ottenere ciò che desiderano, di combattere senza violenza ma con determinazione e coraggio per un domani migliore.

Il secolo scorso è stato forse il più feroce dell’umanità, il “secolo di Caino”: le sue atrocità sono ancora stampate nella carne di molti e nel ricordo tragico di una memoria che non può e non deve cancellarsi. Ma la nostra speranza per il futuro è superiore alla realtà che vediamo. Non è mai troppo tardi per iniziare.

Perché questo avvenga c’è bisogno di una svolta decisa: i giovani attendono autorità morali credibili, che sappiano gridare alla guerra, alle mafie, alle grandi corruzioni “FERMATI”.

Noi a questo crediamo e sappiamo che i giovani saranno gli indispensabili protagonisti di questa svolta, con l’aiuto di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Un movimento che percorrerà la terra come una rivoluzione mai pensata, piena d’amore.

(…)

Ernesto Olivero
e la Fraternità del Sermig

Come partecipare?
Sicuramente, per chi può, partecipando fisicamente all’evento, il cui programma è consultabile qui.

Ma per chi non ce la facesse ad essere presente, ci sono i social network… Cosa potete fare?

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Tutte le frasi, i pensieri che invierete verranno copiate su uno striscione che verrà esposto e aggiornato in tempo reale in Piazza del Plebiscito

Cogitoetvolo