“Ancora il solito sesso”, per dirla alla Max Gazzè?

0

Amore e sessualità, termini troppo spesso usati, forse abusati dalle nuove generazioni, alle quali come principale punto di riferimento in campo sentimentale e relazionale viene presentato lo stereotipo mocciano (ndr. aggettivo che richiama il noto autore di romanzi Federico Moccia), in cui non importa se la più alta forma di romanticismo consista in un lucchetto attaccato ad uno squallido palo della luce; bensì interessa che per almeno 3 minuti si cammini 3msc, tre metri sopra il cielo.

Del genere:  “l’amore è eterno finché dura”, facendo riferimento al titolo di un celebre film di Verdone.

Questo è il problema fondamentale da cui deve partire la nostra riflessione: assistiamo quotidianamente ad una progressiva ed irreversibile morte del romanticismo che lascia il suo posto ad un nuovo tipo di rapporto che potrebbe essere facilmente etichettato con l’espressione “vuoto possesso fisico”. L’aspetto sessuale di un rapporto tra un uomo e una donna diventa non tanto contorno fondamentale di una condivisione, per prima cosa, di sentimenti, ma si trasforma erroneamente in fine unico della coppia. In molte relazioni odierne sarebbe dunque un po’ troppo avventato parlare di amore.

E visto che su Cogitoetvolo si parla di luoghi comuni, provo a sfatare quel taboo che dipinge la Chiesa Cattolica come oscurantista e retrograda ogniqualvolta si tratti l’argomento della sessualità: si può essere credenti o meno ma se si affronta questo argomento con obiettività e ricerca della verità, non si può non ammettere che la Chiesa non bandisce il desiderio sessuale e la sua attuazione ma, cosa del tutto differente, suggerisce che ciò avvenga unicamente allorquando gli innamorati decidessero di impreziosire la loro relazione, già ben farcita di sana affettività, con le parole per sempre.

fidanzati1.gifNon a caso a volte – poche, per la verità – si sente dire che i rapporti sessuali pre-matrimoniali dovrebbero essere definiti anti-matrimoniali. Ci vorrebbe ben altro spazio per approfondire questo aspetto, ma mi piace riportare alcune parole di A. Fumagalli, per me illuminanti, su questo argomento: “I rapporti sessuali catturano non di rado l’attenzione dei fidanzati, sommergendo altre forme di relazione, verbali e affettive, che nel matrimonio risultano poi decisive. Ciò che porta al fallimento numerosi matrimoni non è la disarmonia sul piano sessuale, quanto il difetto di comunicazione sul piano personale, mai avviato nel corso del fidanzamento”.

Dunque è sbagliato pensare che per la Chiesa Cattolica l’aspetto sessuale sia un male da cui guarire; anzi, cosa di gran lunga migliore, ciò che ci viene comunicato ci conduce in un certo senso a sublimare il rapporto carnale, in quanto avviene soltanto nel momento di massima empatia tra innamorati e non si rischia, così, di scadere in  mera mercificazione di una componete tanto preziosa.

Così che non si stia con altra persona solo perché “ci fa stare bene” inteso come soddisfacimento dei propri appetiti, in maniera tale da cambiare compagna o partner nel momento in cui il rapporto non ci gratifichi più come prima; ma, al contrario, si costruisca una vita, una storia con una persona che noi abbiamo scelto per la sua unicità (unicità che di certo non può essere compresa se non constatando una reale affinità psico – intellettuale).

E una volta attuata quella scelta e costruita fiducia, allora in quel momento saremo in grado di metterci davvero a nudo e donarci pienamente anima e corpo. Vi lascio con le parole di uno dei personaggi più amati da noi giovani, Giovanni Paolo II, che su questo argomento ha scritto delle parole bellissime: “La sessualità, mediante la quale l’uomo e la donna si donano l’uno all’altra, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda l’intimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo veramente umano (prima ancora che cristiano) solo se è parte integrale dell’amore con cui l’uomo e la donna si impegnano totalmente l’uno verso l’altra fino alla morte. La donazione fisica totale sarebbe menzogna, se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente
 
Allora, l’amore è davvero eterno finché dura?

Cogitoetvolo