Quale sarà il tuo verso? Il racconto dell’ultima convention di Cogitoetvolo

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“Le cose belle iniziano sempre piccole” è stato l’esordio dell’intervento di Alessandro D’Avenia. Ed è così che è iniziato l’incontro finale del progetto I giornalisti di domani raccontano l’Europa, che ha concluso un’avventura iniziata un anno fa a Roma. Una scommessa che ha avuto successo e che ha visto numerosi giovani cimentarsi nel campo della scrittura creativa, guidati da esperti del mondo del giornalismo. Gli ospiti che hanno partecipato a questo evento conclusivo sono due esperti di quella bellezza che permea la quotidianità e di cui spesso noi non ci accorgiamo: Giulio Base e Alessandro D’Avenia. E anche se solo per un pomeriggio, loro sono stati in grado di mostrarci questa bellezza e di farci guardare al futuro attraverso un arcobaleno di colore, invitandoci a diffidare di chi ce lo dipinge utilizzando solo sfumature di grigio.

É il 5 aprile 2014 e la primavera è arrivata anche a Milano: il sole illumina timidamente le strade e gli alberi si tingono di rosa. Ad accogliere l’arrivo dello staff di Cogitoetvolo di fronte alla sala Gregorianum ci sono dei meravigliosi glicini in fiore, il cui profumo fa voltare anche il passante più distratto. La sala è già pronta: ci ha pensato Ettore, il responsabile della sala, che con un sorriso gentile ci invita a fare come se fossimo a casa nostra. Invito che non rifiutiamo: cominciamo ad appendere locandine, sistemare i banchetti all’entrata e con quasi un’ora di anticipo arrivano i primi ragazzi. Nell’aria l’attesa è palpabile e lo staff ha raggiunto i posti di manovra: finalmente vengono aperte le porte.

La sala è quasi piena quando cominciano le premiazioni. I primi dieci che si sono registrati all’evento ricevono in regalo una sacca firmata C&V, mentre le tre giovani redattrici che si sono classificate al primo posto nel concorso Teen Reporters ricevono ciascuna un iPad Air, consegnato direttamente dal nostro direttore Saverio Sgroi e dal professor Giuseppe Ghisolfi, Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano che ha reso possibile questo concorso. Agli altri vincitori spettano dei buoni regalo, con cui potranno acquistare libri e dvd. Cominciano quindi gli interventi dei due ospiti, moderati dal professor Armando Fumagalli, docente di Storia del cinema all’Università Cattolica di Milano.

Il primo ad intervenire è Giulio Base, che ci racconta della sua professione di regista e di come è nata la passione che lo ha portato a scegliere di intraprendere questa carriera. Passione è una parola fondamentale quando si parla del futuro: è da lì che noi giovani dobbiamo partire per costruire la nostra vita futura. “Cercatela questa passione! Cercate quello che vi piace fare e poi cercate di mettere in moto questa cosa!” è l’esortazione di Giulio, che tuttavia non dimentica di sottolineare che la strada non è mai in discesa. Anzi, spesso “il successo è fatto più di insuccessi che di successi”: è fatto di porte in faccia o, nell’era del digitale, di mail senza risposta e telefonate a vuoto. L’importante è non stancarsi mai di continuare a bussare, di rialzarsi sempre – come dice uno dei consigli del suo libro, “Le regole di Base” – e di non lasciarsi abbattere da quei “no” che inevitabilmente arrivano.

“Bisogna proporsi, nessuno vi viene a scovare dentro casa, qualunque sia il vostro talento!”: proporsi è forse la regola di Base, la più importante da tenere sempre a mente. Tra gli altri consigli – come misurarsi, leggere, studiare e sognare – c’è quello di stupirsi, imparando a guardare la vita con quegli occhi pieni di meraviglia che avevamo da bambini. Infine è fondamentale lavarsi, perchè nel mondo del lavoro, o più in generale nella società, puzzare non è un punto a favore della persona in questione.

Prende quindi la parola Alessandro D’Avenia, parlandoci di quella semplicità da cui nascono le cose migliori. “La semplicità di quello sguardo di quando i nostri genitori si sono innamorati” che in una frazione di secondo è riuscita a condensare presente, passato e futuro; nell’alchimia temporale di quell’attimo si trova il segreto della vita, l’equilibrio tra il ricevere e il dare. La vita trova la sua piena realizzazione quando viene donata agli altri, lasciando un’impronta unica nel suo genere. Cita a proposito il suo professore di religione del liceo, Don Pino Puglisi che “quando parlava con le persone non guardava l’orologio; il suo tempo era quello di cui tu avevi bisogno”. L’insegnamento consiste proprio in questo: nella relazione, che per essere nutrita ha bisogno di tempo.

Un altro tema che Alessandro affronta è quello dei sogni che, per essere realizzati, necessitano da parte nostra di un cambiamento di prospettiva: “bisogna guarire dal virus di oggi, quello di imporre il proprio ego a tutti i costi”. Altrimenti c’è il rischio di iniziare una guerra contro tutto e tutti, che come noi tentano a loro volta di imporre il proprio ego. Bisogna invece essere aperti e curiosi, intercettare e interiorizzare la bellezza che ci circonda e, una volta individuate le nostre potenzialità, ricercare quei maestri che ci aiutino a proteggerle e a coltivarle. Soprattutto però non dobbiamo lasciare che distruggano i nostri sogni, stare attenti a chi cerca di limitarci, perchè spesso sono persone avvilite, che nascondono sotto una patina di cinismo il rimpianto per aver rinunciato ai loro sogni.

É il momento delle domande e dopo qualche minuto di silenzio, carico di timidezza ed emozione, una ragazza di nome Lucilla chiede se durante la scelta universitaria si debba utilizzare come parametro guida la prospettiva lavorativa o i propri sogni. I due ospiti concordano: si devono seguire le proprie inclinazioni. “Segui quello che ti piace, tanto il lavoro è poco comunque. Vedi quello che ti piace e cerca di farti pagare per quello che ti piace” è il consiglio di Giulio Base, a cui Alessandro D’Avenia aggiunge: “però poi impegnati per essere la più brava”.

Carlotta invece chiede come ci si deve porre di fronte al fallimento. A volte si hanno delle passioni ma una serie di circostanze che sfuggono al nostro controllo ci impediscono di farle fruttare. Per Alessandro D’Avenia, che è il primo a rispondere, è necessario un cambiamento di prospettiva: “chiedersi non cosa io mi aspetto dalla vita ma cosa la vita si aspetta da me”. Giulio Base invece sottolinea che nulla accade per caso e che spesso però è difficile riuscire a decifrare il significato che si nasconde dietro al fallimento. Perciò di fronte ad un fallimento bisogna “saper accettare e andare avanti”.

L’incontro è giunto al termine e mentre escono i partecipanti lasciano le loro impressioni. Alcuni non hanno resistito e si sono fermati a scambiare due parole con Giulio Base o a farsi firmare le copie dei libri di Alessandro D’Avenia. Sono state due ore intense, che però sono volate via, leggere e svolazzanti come una piuma cullata dal vento. “Ho avuto i brividi tutto il tempo” ci scrive qualcuno. “Gli interventi sono stati eccellenti e penso che le tematiche siano fondamentali per noi giovani. Sono discorsi che incoraggiano e, per chi ha cominciato un percorso come me, donano adrenalina e voglia di fare.” É proprio vero! Quante volte noi giovani ci sentiamo ripetere che per noi non c’è futuro? E quante volte corriamo il rischio di crederci e abbiamo la percezione che ciò che stiamo facendo e ciò che stiamo studiando non ci porteranno da nessuna parte? Eppure Alessandro e Giulio ci hanno dimostrato che lì fuori c’è un mondo che aspetta solo che noi ci rimbocchiamo le maniche e lo ricostruiamo dalle fondamenta. Il domani è una delle poche cose che nessuno potrà mai rubarci: perchè il futuro ce lo costruiamo da noi. Sapere questo è un dono che non è scontato. “É stato un incontro che mi ha segnato, che mi ha donato qualcosa. Ho ricevuto un bellissimo e importantissimo dono.”

In una realtà che sembra non avere più nulla da offrirci, in cui tutto sembra grigio e cupo, dobbiamo imparare di nuovo a stupirci. Che vi è di nuovo in tutto questo? era la domanda che perseguitava Whitman.

Che tu sei qui,
che la vita esiste e l’identità,
che il potente spettacolo continua
e che tu puoi contribuire con un verso

E il tuo, lettore? Quale sarà il tuo verso?

 

Alcuni minuti dell’intervento di Giulio Base:

 

Alcuni minuti dell’intervento di Alessandro D’Avenia:

 

Le foto dell’evento:

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Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.