Quando down significa “diversamente uguale a noi”

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Non è un mistero che la generazione di oggi – se pure più informata di quella di ieri – continua ad esprimere giudizi e ad avere pregiudizi errati in merito alla questione “sindrome di Down”.

La sindrome di down è una patologia prodotta da un’anomalia degli autsoma che non altera necessariamente la volitiva capacità di apprendimento, che caratterizza l’individuo down. Ciò sta ad indicare che le capacità intellettive di una persona down sono estremamente, in alcuni casi, simili se non uguali alle nostre. Cos’è allora che limita e mina profondamente la vita di questi soggetti meno fortunati?

Spesso i media si occupano di notizie inerenti alle persone down, nel momento in cui esse subiscono degli abusi: quando vengono picchiate e maltrattate o semplicemente per far notizia e cambiare di tanto in tanto le tematiche, che scorrono con una certa frequenza. Ma essere down, non è soltanto questo. E’ vita, obiettivi raggiunti con fatica e ottenuti con spensieratezza e volontà. E’ chiaro che alcune campagne di sensibilizzazione di tale fenomeno, sono volutamente messe a tacere o relegate ad informare solo studenti nelle classi di qualche istituto. Certamente la società non aiuta molto a sensibilizzare gli animi attraverso una doverosa informazione anzi, la contrasta inspiegabilmente con una terrificante disinformazione.

Spesso, inoltre, si sbaglia nell’etichettare tutti i soggetti colpiti dalla sindrome di down come infermi, come soggetti pericolosi. L’importanza ed il valore di questi individui è immensa e incommensurabile. E molte volte più produttiva delle menti delle cosiddette persone “normali”.

Giusy Spagnolo, affetta dalla patologia genetica, è un valido esempio di quello che abbiamo appena detto. Laureata con 105 su 110 in Beni demoetnoantropologici, ha presentato una tesi sul ruolo del gioco nell’apprendimento. Giusi da sempre ha coltivato il desiderio di poter diventare una maestra d’asilo. Non sono proprio questi obiettivi raggiunti da queste persone “semplici”, che ci fanno comprendere quanto straordinaria sia la vita? Molti di noi dovrebbero sentirsi onorati di poter stare accanto ad una persona che, nonostante le estreme difficoltà imposte dalla natura, riesce a vivere una vita normale, una vita donata agli altri e al raggiungimento dei propri sogni. Una vita, che rispetto alla nostra ha milioni di ostacoli in più … eppure? Eppure continuiamo a lamentarci della nostra condizione economica, del litigio con un’amica, della troppa biancheria da lavare e stirare, del poco tempo che ognuno di noi ha!

Cari lettori, ho un quesito per voi. Uno di quelli in cui i filosofi si sono scervellati per trovare risposta senza alcun risultato. Sono questi i “veri” problemi della vita? Ritengo che valori come il rispetto, famiglia e determinazione dovrebbero vincere su qualsiasi patologia. Non sono i soli tratti somatici che fanno di noi persone migliori, nonostante qualcuno continui a tergiversare in questa perpetua situazione di ignoranza.

Chi è dunque un down? Una persona diversamente uguale a noi.

Cogitoetvolo