Quando l’uomo gioca a fare Dio

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Antinori, il ginecologo delle gravidanza a tutti i costi, delle ragazze povere sfruttate, degli ovuli comprati o sottratti con la forza, delle coppie anziane da soddisfare.

La fecondazione eterologa è una forma di procreazione medicalmente assistita, a cui si ricorre quando uno dei due genitori è sterile e dunque occorre un gamete (ovulo o spermatozoo) di una terza persona, cioè il donatore. La normativa specifica che il donatore deve essere anonimo e la donazione di gameti deve avvenire senza uno scambio economico. Del resto è questo che significa “donare”. Sempre più spesso, però, le leggi sembrano essere fatte per essere trasgredite.

In Italia c’è crisi di ovuli, non si trovano, non si donano. Le coppie, però, vogliono avere figli a tutti i costi. Anche se hanno più di cinquant’anni. È allora che subentra Severino Antinori, 70 anni, il ginecologo dei miracoli. Lui, nella clinica Matris di Milano, di ovuli ne aveva sempre a disposizione, grazie a Corina, Marcela, Yorda, ragazze povere, che arrivavano perlopiù dall’esterno, da Cuba, dall’Albania, dalla Romania – ma c’erano anche diverse italiane -, che avevano bisogno di soldi e, di certo, cinquecento o mille euro a ovulo è una cifra che solletica. Dovevano “semplicemente” sottoporsi a cure ormonali pesanti, per poi entrare in sala operatoria e farsi prelevare gli ovuli. E poi, in cambio, il denaro, che magari permetteva loro di vivere meglio, di arrivare a fine mese, di progettare qualcosa di più nel futuro. La povertà, a volte, spesso, porta alla disperazione e a scelte discutibili. Se quindi da una parte possiamo scusare queste ragazze, dall’altra non possiamo di certo perdonare Antinori, che si approfittava della loro fame di soldi, per divertirsi a giocare con le vite altrui. Gli ovociti sequestrati dai carabinieri del Nas nella clinica Matris sono 130, alcuni, purtroppo, già fecondati da coppie in attesa di seguirne lo sviluppo. E qui si aprono questioni etiche complesse e spinose: a chi appartengono gli ovuli fecondati? Alla donatrice o alla coppia?

In questo mercato nero di vite, in questo commercio illegale fatto di sogni impossibili, povertà, disperazione e sfruttamento, si apre uno spiraglio grazie a una coraggiosa infermiera spagnola di 24 anni. Questa ragazza, attirata nella clinica con la promessa di un lavoro, denuncia che le siano stati prelevati gli ovuli con la forza. Antinori, magistralmente, si difende dicendo che «lei è dell’Isis e ha reagito così perché lui l’aveva scoperta». Attendiamo l’esito del lavoro della magistratura ma è difficile non pensare ad un delirio di onnipotenza che consuma dall’interno, fino a lasciare una cenere di delirio e basta.

Quanti Antinori esistono nel mondo? È questa la domanda che sorge spontanea dopo essere venuti a conoscenza di questi fatti. Quante ragazze vendono i propri ovuli per denaro? Quante vite nascono da questi scambi, illegali e immorali?

Essere genitori non è un diritto né un imperativo da soddisfare a tutti i costi. Oggi, purtroppo, nell’era delle tecnologie e del delirio di onnipotenza, non è più così scontato. Eppure ci sono tantissimi bambini senza genitori che aspettano solo di essere adottati da una coppia che desidera prendersene cura. Allora, invece che giocare a fare Dio, invece che sfidare ogni logica naturale della generazione, perché non accogliere in casa una creatura che è già al mondo, che non ha chiesto di esserlo, ma che chiede di essere amata?

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".