Quando una carezza può salvarci la vita?

0

Successo delle iniziative per prendersi cura di bimbi bisognosi di coccole. Ma questi corsi insegnano il valore di una carezza?

“Se non sai che cosa fare delle tue mani, trasformale in carezze”, scrive Jacques Salomé. Evidentemente avranno avuto in mente questo motto i volontari di Brescia battezzati “donatori di carezze”. Donatori di carezze, proprio così. Questo progetto quasi visionario, oggi, contrariamente alle aspettative, sta registrando un ottimo riscontro. «È incredibile — raccontano dalla Onlus “I bambini Dharma”, in un’intervista al Corriere della Sera — l’iniziativa è piaciuta così tanto che abbiamo 200 persone che stanno facendo il corso per diventare donatori di coccole e non potremo aprirne un altro prima delle fine dell’anno. Abbiamo almeno 1.000 richieste da tutta Italia per fare iniziative simili negli ospedali di altre regioni. Non sappiamo come organizzarci».

Ma in cosa consiste questo progetto? E, soprattutto, chi sono i volontari? Si tratta di persone, uomini e donne, che hanno deciso di prendersi cura dei bambini costretti in un letto di ospedale e che donano loro del tempo sotto forma di atti concreti. Inizialmente si era pensato di assistere i bambini abbandonati alla nascita e quelli maltrattati in famiglia, dati in custodia ai servizi sociali. Poi l’associazione ha allargato l’iniziativa a tutta l’area pediatrica, per i bambini destinati a trascorrere ore da soli in ospedale. Attenzioni, affetto, sorrisi, giochi, carezze: gesti semplici ma talmente incisivi (e decisivi) per la vita dei piccoli da segnare per sempre il loro futuro. Atti fondamentali come questi fanno sentire un bambino protetto e amato, gettano le fondamenta per l’età adulta perché la sua capacità di accogliere un gesto d’amore diventi anche il modo per imparare a restituirlo. Nel caso contrario si rischierebbe di diventare duri d’animo, impenetrabili, come evidenzia lo scrittore Erri De Luca: “un bambino che cresce senza una carezza, indurisce la pelle, non sente niente, neanche le mazzate”.

Ma, per un istante, proviamo a mettere da parte questi corsi di volontariato, dall’indiscusso e acclarato valore. Perché sarebbe rivoluzionario se questo progetto, o, in senso lato, quest’idea, prendesse il largo tra tutti, se ci preoccupassimo dei bambini che ci circondano, cominciando dai “nostri”. Proviamo, cioè, a prendere spunto dalla vita di tutti i giorni dove il senso del «coccolaggio» – come viene definito –  si apprende meglio. Ricordiamo agli altri, e a noi stessi, che l’esistenza di un bambino passa da qui: da gesti talmente scontati da poter essere dimenticati, da un abbraccio o da un bacio che dovrebbero andare al di là, durare oltre, oltrepassare la dimensione “a tempo” di un corso.

 

.

 

 

 

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici.
“Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori!
Buona lettura!!!