Quattro chiacchiere con Costanza Miriano

0

Al termine dell’incontro “Quale sarà il tuo verso”  svolto sabato 13 aprile 2013 a Roma,con Alessandro D’Avenia, Costanza Miriano e Gennaro Nunziante,  abbiamo avuto il piacere di intervistare Costanza Miriano, giornalista e scrittrice, sposata e madre di quattro figli.

I  suoi due libri, “Sposati e sii sottomessa” e “Sposala e muori per lei”, hanno titoli provocatori. Ma non le chiederò cosa intende per “sottomessa” e per “morire”, l’ha già spiegato abbondantemente altrove. Mi vorrei soffermare invece sullo “sposati” e “sposala”: un chiaro invito a sposarsi.
Perché, per usare il sottotitolo di un capitolo del suo secondo libro, “vale la pena sposarsi” oggi, in un mondo in cui sembra che tutti i matrimoni falliscono e non valga quindi la pena impegnarsi “per sempre”?
La differenza tra sposarsi e convivere, provare, fidanzarsi, è mettere un altro, un progetto fondato su Dio, al centro della propria vita; quindi non sono più io il centro della mia esistenza, i miei umori, quello che mi sento, quello che mi viene, come funzionano le cose, non è più questo il metro di giudizio sulla mia vita, ma è qualcosa di più grande che la supera e la trascende. E questo non è un obbligo o qualcosa che costringe, ma è qualcosa che custodisce. E quindi sposarsi è chiedere la custodia a Qualcuno più grande di noi e che ci  può appunto proteggere e dare la forza, perché nel quotidiano ci sono mille avversità che possono sopraffarci, e invece appunto il matrimonio è buttare il cuore oltre l’ostacolo. Qualunque cosa succeda ce la faremo.

Quindi perché  non convivere?
No, è proprio tutta un’altra prospettiva, perché, se ci chiediamo se le cose funzionano, è evidente che ci saranno dei momenti in cui non funzioneranno; sposarsi non è non chiedercelo più, ma è cambiare completamente prospettiva, è dover fare in modo che funzionino, perché si è da principio deciso che funzioneranno. Quindi, se c’è una difficoltà,  non bisogna dire “vabbè c’è la difficoltà”, ma sapere che se c’è una difficoltà si supera, e quindi bisogna arrivare per forza, insomma, al traguardo.

Che consiglio si sente di dare invece a quei giovani fidanzati che sono già convinti che “vale la pena sposarsi”, ma che, in tempi di crisi e mancanza di lavoro, sono (o si sentono) costretti a prolungare la durata del loro fidanzamento?
Mah…di fidarsi della Provvidenza, che non si fa abbattere in generosità, e che, quando ci si affida, veramente risponde. Si dice che “ogni bambino arriva col suo cestino”, e io l’ho sperimentato. Poi, quando ci si trova nelle situazioni di difficoltà, si trovano anche le risorse; insomma, si taglia da una parte e… Poi certo, l’accoglienza alla vita deve essere responsabile, non sconsiderata, sempre commisurata alle risorse, però con fiducia, davvero, nella Provvidenza. E poi, in realtà, come si mangia in uno si mangia in due e anche in tre.

Quindi dice di “buttarsi”…
Buttarsi, decisamente…

Una curiosità: lei adesso ha 40 anni circa…
42!

 …è sposata, ha scritto questi libri sul matrimonio… Ma quando aveva l’età del pubblico che c’era qui poco fa, da adolescente, cosa pensava del matrimonio?
Beh, pensavo che mi sarebbe piaciuto sposarmi, però nel caso  si fosse  presentato un cavaliere col mantello celeste, il vestito, il cavallo scalpitante, insomma che aveva tutte quelle credenziali del principe azzurro… Avevo un’idea credo strampalata, però che mi sarebbe piaciuto sposarmi, avere bambini, penso di averlo sempre saputo.

Il tema centrale dei suoi libri, anche quando non è nominato esplicitamente, è l’Amore: verso il marito,  il fidanzato, verso i genitori,  i figli,  gli amici, verso tutti…
Cosa significa amare, veramente, soprattutto in una relazione di coppia?
È il contrario della versione vulgata dell’amore, che è obbedire alle proprie emozioni… Amare davvero è invece perdere qualcosa di sé… Si parte dal sentimento, sicuramente, dalle emozioni, dalla gioia, dalla spontaneità, dalla piacevolezza, ma il vero amore comincia quando si comincia a rinunciare a una parte di sé, a fare un piccolo salto, quando l’altro guadagna qualcosa, in qualche modo, e tu ci perdi, tra mille virgolette. Insomma, con la logica di chi sta insieme, non si vuole vincere ma si decide proprio che l’altro vinca… si ha piacere che vinca l’altro, quello è amore.

Si parla tanto di emancipazione femminile e di “conquiste”. Lei cosa ne pensa?
Che per come vengono proposte dal mondo sono un grande inganno, una fregatura tremenda, per noi donne. Perché richiedere la pari dignità va bene, ma cercare di adottare gli stilemi maschili, i modelli maschili, quello secondo me per noi è solo una perdita, perché non siamo maschi e quindi non possiamo voler essere uguali a loro. E quindi se  l’emancipazione viene intesa come, per esempio, la possibilità di buttarsi nel lavoro anima e corpo allora… non è quella.

Signora Miriano, le devo confidare che la prima volta che ho letto il titolo del suo primo libro, “Sposati e sii sottomessa”, non l’ho presa molto bene; poi però, incuriosita, ho deciso di leggerlo: una gradita sorpresa. All’uscita del secondo libro, il titolo, “Sposala e muori per lei”, mi ha nuovamente tratto in inganno e l’ho regalato al mio fidanzato… Un’altra sorpresa: un altro libro di “consigli non richiesti” rivolto prevalentemente a noi donne!
Una curiosità: ma le sue amiche (e quei pochi amici dell’altra razza, quella maschile) a cui si rivolge nei suoi libri, come hanno reagito alle sue “prediche”, le hanno tolto il saluto?
Mah… intanto non ho confessato a nessuno che era il protagonista dei miei libri, ho sempre negato anche di fronte all’evidenza. Ho cambiato i nomi ai destinatari delle lettere e quando qualcuno si è riconosciuto ho sempre detto che non era vero. Però io penso che quello che renda accettabili i miei consigli non richiesti è che sono  proposti con leggerezza: insomma, non con il tono di chi è avanti nel cammino, ma di chi fa la stessa fatica, ricominciando a fare gli stessi errori, come ha detto poco fa Gennaro Nunziante “ho sbagliato, la prossima volta sbaglierò meglio”.

Progetti per il futuro? Altri libri in programma?
Eh…se troverò il tempo… Perché sono stata un po’ travolta dalle richieste anche di impegni come quelli di oggi: ieri sono stata a Reggio Emilia e domani avrò un altro impegno a Roma. Devo cercare di mettere un po’ di ordine  e di trovare il tempo di leggere…Di scrivere… lapsus interessante, perché non riesco a fare più neanche quello! Devo mettere un po’a posto le cose…

E invece, tra qualche anno, quando saranno un po’ più cresciuti,  consiglierà ai suoi figli di leggere Cogito et Volo?
Ahaha sì, sicuramente! Grazie…

Grazie mille a lei per essere stata qui con noi e per la graditissima chiacchierata.

 

 

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"