Quel bene che fa notizia

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Spettabile Direttore,

da appassionato lettore del Suo giornale mi permetto di fare un’osservazione che, penso, possa essere condivisa da molti. Prima di sfogliare il suo quotidiano sono solito soffermarmi sulla prima pagina per lasciare che il mio occhio sia catturato da notizie interessanti da approfondire.

Tuttavia sono troppo spesso colpito solo da quegli articoli di cronaca nera che infestano la prima, e credo più importante, pagina del giornale. Ma non sono fatti disastrosi causati o provocati dalla natura, da una disgrazia o dal fato a colpirmi sono, al contrario, azioni di homo contra hominem, di uomini che odiano altri uomini, di coniugi che si ammazzano, di genitori stupratori, di stragi senza senso, di domestici assassini pentiti e condannati.

Quando le vedo, lì in prima pagina, al centro, come dei trofei, vicine all’editoriale, mi viene il magone allo stomaco. Mi viene quasi da abbandonare il giornale e lasciarlo lì, sul tavolo, insieme alle altre scartoffie inutili. Ma poi vedo emergere un segnale positivo da quell’ammasso di truci notizie. Qualcuno ha fatto una grande scoperta, qualcun altro è stato premiato per le sue doti, un altro per il suo operato. Allora sì. Qualcosa di buono c’è. Ma qualcuno sembra quasi nascondere o addirittura cancellare questo bene.

Mi chiedo se forse Lei voglia rinnegare l’alta vocazione a cui è chiamato il suo giornale, a guardare cioè la realtà con occhi critici e sinceri e saper aiutare la gente a interpretarla.

Non dico certo che non sia opportuno mostrare i fatti di cronaca nera, perché sarebbe sbagliato, ma penso che non si dovrebbe evidenziarli come se fossero loro la “notizia”. Un quotidiano non può diventare promulgatore del male, perché il male porterà solo al male. Ora, invece di aiutare i suoi lettori a leggere la realtà come un territorio di speranza, Lei sembra teso ad annunciare una “fredda e amara verità”, che per fortuna non trova unico riscontro nella vita della comunità.

L’informazione è potente, può avere una grande influenza sull’opinione della gente e, cosa molto pericolosa, sul suo modo di pensare. Ora ogni quotidiano sembra a caccia della notizia più scabrosa e disastrosa che possa esistere nell’intento di riuscire a impressionare il lettore; ma lo scopo di un vero giornalista non è quello di impressionare, bensì quello di portare la verità al popolo.

Sicuramente non è il pessimismo né l’atrocità che ci spinge a compiere buone azioni, ma è il riuscire a riconoscersi nel più veritiero specchio della realtà; e questo deve essere il frutto del lavoro del giornalista; è il bello che ci sprona. Ed è proprio questo che cerchiamo, ma purtroppo sui giornali manca.

Lei mi risponderà che il bene non fa notizia. Al contrario. E il suo compito è proprio questo, certamente difficile, di saper trasformare il bene nella “notizia”, perché la gente ne ha bisogno. La sua deve essere una scintilla che faccia accendere un grande fuoco ardente capace di diffondersi per il suo calore e per il suo fascino.

Articolo scritto da Nicola Musicco

Cogitoetvolo
  • c’è bisogno di ottimismo in questo mondo…bellissimo articolo