Ragione e sentimento

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E’ l’amore un capriccio o un sentimento? E’ questa  la domanda che Jane Austen pone ai suoi lettori nel celebre romanzo Sense and Sensibility, che analizza con grande ironia gli incidenti e gli equivoci che si possono incontrare sulla via del matrimonio. Ragione e Sentimento fu pubblicato nel 1811 in forma anonima, a firmare le mille copie è una ignota “Lady” come spesso accadeva allora perché il romanzo era un genere che godeva di pochissima stima. Per molto tempo la Austen scrisse romanzi per privato diletto e per quello della sua famiglia, alla quale leggeva le sue opere. Le giovani donne della metà del Settecento vivevano con il difficile compito di dover conciliare l’amore e la propria individualità con le necessità economiche. Un compito grave e faticoso questo se consideriamo che esse non potevano lavorare e che alla morte del padre o del marito non potevano ereditare i loro beni. Pochissime erano istruite. Importantissimi erano poi gli incontri nei salotti, le lunghe chiacchierate di fronte a una tazza di tè o durante le feste perché consentivano agli uomini e alle donne di conoscersi e di scegliersi.

Di tutto questo narra Ragione e Sentimento. Alla morte dell’anziano padre le due eroine del romanzo, le  sorelle Elinor e Marianne Dashwood, sono costrette a lasciare la bella residenza di Norland Park per trasferirsi a Barton Cottage –  insieme alla madre e alla sorella minore Margaret –  e ad affrontare una situazione economica molto critica. Il fratellastro John, infatti, unico erede della proprietà non ha voluto mantenere la promessa fatta al padre in punto di morte di offrire loro un sostegno finanziario sufficiente per garantire lo stile di vita al quale erano abituate. Elinor, la sorella maggiore, è sempre occupata in qualcosa. E’una donna piena di talenti e di virtù. Ha un’indole materna e sentimenti profondi. Si rallegra sempre della routine quotidiana, accettando con amore e ironia tutto quello che la vita offre.“Possiede ” scrive la Austen ” la ragione che si fonde con la saggezza.  Ama la solitudine, ma comprende gli altri e si fa carico delle loro pene” . Proprio in questa luttuosa circostanza Elinor incontrerà un fratello della perfida cognata, Edward Ferrears, che imparerà a conoscere attraverso lunghe passeggiate e ad amare profondamente così come è. Marianne, la sorella minore, è dotata “di tutte le virtù tranne che della prudenza”. La Austen amò moltissimo questo personaggio: “Nei suoi occhi molto scuri”, scrive, “c’erano una vitalità, un ardore tale che era difficile guardarli senza rimanere incantati”. Marianne ha un temperamento impulsivo e passionale. Le piace declamare versi e crede nell’amore a prima vista che esclude tutto il resto e che, spesso, fa sbagliare. Il sentimento provato per il bel Willoughby – il rampante con pochi soldi e pochi scrupoli a caccia di una dote per garantirsi un futuro all’altezza delle sue ambizioni – si rivelerà presto doloroso e inconsistente. La sofferenza amorosa, tuttavia, la aiuterà a frenare la sua irruenza: “Ho capito” confida ad Elinor “come sono stati i miei sentimenti a preparare le mie sofferenze (…) Se riuscirò a tenerli a freno il mio temperamento migliorerà”.
Nonostante i tanti errori commessi dall’esigenza di mantenersi fedeli alle regole sociali del periodo o per la mancanza di un equilibrio interiore come nel caso di Marianne, le due giovani sorelle riusciranno a realizzare i loro sogni. Come ha ben scritto Pietro Citati con il passare del tempo i temperamenti di Elinor e di Marianne  si trasformano. Elinor rimproverata spesso dalla sorella di essere fredda e distaccata “ … sempre rassegnazione e sopportazione, sempre prudenza, onore e dovere.. Elinor, dov’è il tuo cuore?” finalmente si abbandonerà alla gioia e alla tenerezza, vincendo il suo rigido controllo delle emozioni. Quando scoprirà che il timido e impacciato Edward Ferrears ha sciolto il fidanzamento con Lucy ed è pronto a sposarla, scoppierà in un pianto liberatorio e gioioso. Marianne sposerà l’uomo che un tempo aveva giudicato troppo anziano e freddo per il suo temperamento: il taciturno colonnello Brandon, simbolo della virtù temprata dalla sofferenza. In lui troverà finalmente il vero amore. La sensibilità di Marianne diventerà saggezza e la saggezza di Elinor sensibilità. Entrambe dimostreranno che è possibile arrivare alla piena comprensione degli altri senza lasciarsi influenzare dalle apparenze.

E’, dunque, possibile riuscire a conciliare la ragione con il sentimento? Ai lettori di ogni tempo l’ardua sentenza.

 

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Ragione e sentimento
Autore: Jane Austen
Genere: Sentimentale
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 416

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia