Reggia di Caserta, una voragine al cuore

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Il cedimento del tetto della Reggia di Caserta, avvenuto il 1 maggio scorso, destabilizza gli animi degli addetti alla cultura, di quanti amano l’arte e di chi vive quotidianamente quei luoghi. I primi ad essere contrariati sembrano i cittadini infastiditi, tra l’altro, anche dalla scarsa manutenzione e da investimenti non certo mirati.

La nostra Reggia di Caserta sta lasciando sempre più spazio all’instabilità. La recente voragine sul tetto, gli sprechi, quel “Cuorno” alto 13 m finito in dimenticatoio. Tutto rende drammaticamente precaria la manutenzione di un tesoro che, secondo alcuni, non meritiamo. A crollare è stata una porzione della zona ovest del Palazzo Reale, occupata dalla scuola specialisti dell’aeronautica militare: le camerate sottostanti in quel momento non erano occupate.

Dopo gli scavi di Pompei e i conseguenti crolli della domus dovuti alle intemperie sembra, dunque, un film già visto quello che colpisce la dimora vanvitelliana. Sono crollati i visitatori e anche quel corno “rosso, tosto e storto”, costato circa 70.000 euro, giace ora abbandonato. A pensare che doveva essere apotropaico, doveva, cioè, scacciare il malocchio,e invece…non ha portato per niente bene…

Quel buco nel tetto della Reggia adesso è proprio un paradosso, un controsenso, visti i soldi che si sono buttati via per un’“opera” installata a Natale. Basti ricordare che l’edificio vanvitelliano nel 1996, prima che diventasse sito Unesco, era il terzo luogo più visitato d’Italia: oggi è il 10º, con il 55% di presenze in meno. La Reggia, in sostanza, è messa male, molto male, squarci di degrado, sporco quasi dappertutto. Tre quarti del palazzo sono abbandonati, non utilizzati. Questo il segno complessivo di un territorio dissipato, vedi Pompei, controprova, quest’ultima, di un patrimonio, fra Caserta e Napoli, senza più riconoscibilità.

Oggi la Reggia presenta un telo (operatorio) di colore verde. Sono stati stanziati ulteriori 5 milioni di euro per le emergenze. Il ministro della cultura Franceschini lo ha annunciato a Roma: “Stiamo già lavorando a un piano complessivo per restituire la Reggia alla sua destinazione culturale e museale”.  Di Caserta, ha fatto notare il ministro, “non ci si deve occupare, anche se è doveroso farlo, solo in occasioni di emergenze”.

Perché, allora, non intervenire per tempo prevenendo imprevisti del genere? Perché non investire il denaro in maniera oculata ed efficace? Una preghiera, questa, rivolta a chi di dovere, dal momento che la dimora settecentesca, oltre ad essere un fiore all’occhiello del nostro territorio, oltre a ricoprire un valore artistico rilevante, è il fondamento della nostra cultura e quindi della nostra memoria. Un monito che ricordi a tutti che una crepa sulla storia è come una voragine aperta sul cuore.

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!