Ribelle – The Brave

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Un film di Mark Andrews. Con Reese Witherspoon, Emma Thompson, Billy Connolly, Julie Walters, Kevin McKidd. Sceneggiatura di Brenda Champan e Irene Mecchi. Musiche: Patrick Doyle. Produttore: Katherine Sarafian. Paese: USA. Anno: 2012. Casa di produzione: Pixar Animation Studios. Distribuzione Italia: The Walt Disney Company. Durata: 100 min. Target:+11. Uscita: 5 settembre 2012

Merida è una giovane principessa scozzese, figlia del re Fergus e della regina Elinor. Per sfuggire al destino a lei imposto dalla madre, che desidera il suo matrimonio con un giovane lord del regno, si ribella attraverso un misterioso incantesimo donatole da una strega. Alla fine, però, la magia si rivelerà disastrosa e la giovane Merida dovrà tirar fuori tutto il proprio coraggio per salvare la famiglia e il regno.

Una cascata di capelli rossi, ricci, scarmigliati e ribelli come la protagonista a cui appartengono. Un uragano di capelli dal colore talmente acceso e lucente da rimanere impresso vividamente nell’immaginario dello spettatore.

Sono proprio questi capelli ad avere un forte significato simbolico: sono accesi, ribelli e indomabili come Merida e ne rispecchiano perfettamente il carattere.

Non a caso la creazione di tale capigliatura scarmigliata ha costituito una vera sfida per gli sviluppatori della pellicola, i quali hanno dovuto elaborare un software apposito per ricreare il complesso movimento dei ricci, ispirandosi ai fili dei vecchi telefoni e impiegando due anni di lavoro.

Il risultato è strepitoso. Merida riempie completamente la scena e le immagini che la ritraggono mentre cavalca tra la magnifica natura scozzese, aspra e selvaggia, toccano in profondità le corde emotive dello spettatore, trasmettendo tutta la forza di questo personaggio, tutto il suo senso di libertà, tutto il suo amore per la natura.

Ma Merida non può, però, seguire la sua indole e deve fare i conti con la sua posizione sociale e con le tradizioni del suo regno.

Ecco che così la scena si sposta tra i meandri di un castello di pietra e buio che ben dà l’idea della costrizione e della prigionia. Qui Merida è costretta dalla madre ad imparare le buone maniere per diventare una persona colta, raffinata, elegante e immancabilmente triste.

La protagonista sembra così destinata ad un’esistenza priva di ogni libertà, condannata a quella infelicità che sembra essere una costante nella vita di molte principesse della storia: dalla famosissima Elisabetta di Baviera (meglio conosciuta come Sissi), alla più recente Soraya, spesso chiamata “la principessa dagli occhi tristi”.

Ma è proprio questo destino che Merida intende ripudiare a tutti i costi per diventare un’eroina a tutto tondo e moderna, pur vivendo in un mondo a tratti ancora rozzo e primitivo.

Centrale è sicuramente, come è facile intuire, l’intricato rapporto che si instaura tra madre e figlia.

Si tratta di un rapporto complesso e tormentato, fatto di litigi, di incomprensioni, di asprezze. Ciò è dovuto al fatto che le figlie sono molto spesso decise a scegliere da sole la propria strada, rifiutando consigli e suggerimenti, chiudendosi spesso in posizioni rigide e inavvicinabili.

Le madri, d’altra parte, commettono spesso l’errore di proiettare sui figli i propri sogni e le proprie aspirazioni, rifiutandosi di riconoscerne e apprezzarne la loro vera indole.

Ma, come tutti i rapporti genitoriali, anche quello tra madre e figlia è alimentato da un’immancabile affetto (mai messo in discussione) che porterà alla riconciliazione finale: Merida capirà che per crescere davvero ed emanciparsi è necessario venire a patti con le tradizioni e non ribellarsi apertamente. La regina Elinor, invece, si renderà conto di quanto assurde sono le convenzioni sociali che, in alcuni casi, finiscono per soffocare le aspirazioni di ciascun uomo e la sua irrinunciabile capacità di scegliere e pensare liberamente.

Insomma “Ribelle – The Brave” è una favola magica, fantastica e a lieto fine. Una favola dai contenuti positivi affrontati sempre con un pizzico di ironia, con una ambientazione mozzafiato in perfetto stile disneyano.

Ciò che manca, però, è quel tocco particolare che solo la Disney sa donare alle sue sue storie e ai suoi personaggi, quell’immancabile originalità che ha costituito da sempre il fil rouge della narrativa disneyana.

E tutto ciò, soprattutto agli amanti dei cartoni animati, non può non lasciare un pizzico di amaro in bocca.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.

  • Anton_Ego

    Ottima recensione! Anche nel segnalare la “nostalgia” del tocco magico e originale a cui la Disney/Pixar ci aveva ormai abituato.