Ridateci i nostri eroi

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Oggi mi sono messo seduto alla mia scrivania e ho tentato di fare il conto degli eroi che sono presenti sulla scena del mondo al giorno d’oggi. Ho iniziato a passare in rassegna politici, uomini e donne dello spettacolo, cantanti, benefattori, giornalisti, scrittori, personaggi delle sit com o dei reality, personaggi dei cartoni animati … mi dispiace ma non sono riuscito a trovare una figura che venisse accettata da tutti e dovunque come un eroe.

Io credo che il mondo oggi abbia bisogno di eroi, abbia bisogno di figure che ispirino, trascinino, formino le generazioni presenti, per un tempo più lungo di una semplice estate o di una moda passeggera. Si, ormai le regole del mercato tentano di svalutare l’eroe, perché l’eroe non riesce a vendere, l’eroe diventa una figura fissa, che non sta al passo dei tempi, l’eroe inizia a codificare un tipo di personalità, basa il suo operato su valori fissi, non interessa nemmeno se sia buono o cattivo, l’eroe è un “venduto” al suo ideale e che nessun prezzo basta per riacquistarlo.

Tutto questo lo pone fuori dal mercato, dal logorante dialogo consumistico che si nutre della consumazione, si nutre di rifiuti, di vecchio e passato di moda, il più velocemente possibile. Ed ecco che ci si ritrova spaesati, non si sa più dove sbattere la testa, si “è” solo se si “ha”, solo se mi rendo uguale agli altri, solo se ho tutte le carte e i marchi in regola per essere nel giro, per stare alla pari con gli altri.

Ma cosa mi rende unico allora?
Cosa mi fa essere diverso dagli altri?
A cosa mi aggrappo per non perdere la mia immagine, la mia identità?
Quante miriadi di piccole differenziazioni devo inventarmi per essere io e non perdermi nel nulla?

Ecco allora che inizio la gara con il mondo che ho di fronte, la gara all’essere più cool, più fashion. Ecco che le emozioni di base non rientrano più nella gamma delle mie soddisfazioni, ho bisogno di più. Ecco che la sigaretta diventa un minimo indispensabile, che il disprezzo verso vecchi e diversi diventa il mio modo di esprimermi, ecco che l’amore diventa sesso, ecco che l’uscire dalle regole diventa la regola, ecco che gli amici diventano la comitiva e che, soprattutto, devo buttarmi alle spalle questa giovinezza del cavolo il più in fretta possibile.

Perché questo?
Perché non posso essere semplicemente me stesso?
È colpa mia?
Sono io lo sbagliato, come dicono gli “esperti”?
Sono io lo sbagliato per la mia età che sembra avere addosso l’etichetta “ribelle”?

La colpa non è solo mia, la colpa è di chi mi ha rubato la mia giovinezza, facendomi credere che posso essere e fare quello che mi pare quando mi pare. La colpa è di chi mi ha piazzato in una scuola fregandosene di quello che mi insegnavano, la colpa è di chi mi bombarda di cose, di bisogno di avere.
La colpa è di chi non mi ha voluto insegnare come si vive, perché ha detto: “se io ce l’ho fatta da solo perché lui non può?”

Se avessi avuto un eroe, un eroe vero, un qualcuno che come superman non avesse dubbi a schierarsi fra i buoni e a salvare chi è in difficoltà senza pensare al proprio tornaconto!
Se avessi avuto un eroe vero, di quelli che mi fanno dire “io voglio essere così”, con tutte le difficoltà che posso incontrare, con tutti i miei difetti, con tutte le mie debolezze!
Un eroe che dura più di un estate o di una stagione al cinema.
Un eroe che non pensa solo al pallone ma che pensa a chi lo guarda e che da lui si aspetta di imparare una vita.
Un eroe che come mio padre si alzi la mattina alle sei per andare a lavorare e torni a casa alle 22 e 30, come mia madre che ha lasciato il suo lavoro per me e i miei fratelli.
Un eroe che mi faccia dire: “io voglio essere come lui e non me ne frega niente, ci diventerò”
Voi, grandi della terra, siate di nuovo i nostri eroi, siate di nuovo l’immagine bella del nostro futuro. Ridateci i nostri eroi.

 

Cogitoetvolo