Riforma etica della società? Spetta a noi giovani!

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Giorni fa scrivevo sulla contraddizione tra la chiusura di Guantanamo e la scelta di finanziare le scelte pro-aborto in America. Un’altra clamorosa contraddizione della società moderna è l’assoluta condanna alla pena di morte e nel medesimo tempo la legalizzazione dell’uccisione dei nascituri. Questa tesi è profondamente sbagliata perché giudica la pena di morte un male in sé mentre giudica l’aborto un atto lecito in sé. Difende il diritto alla vita di un uomo colpevole e non difende il diritto alla vita di un uomo innocente.

È senz’altro corretto pensare che la pena di morte è sempre ingiusta ma ancor più è ingiusto e da condannare l’aborto procurato. Chi più dell’essere umano innocente ha il diritto alla vita? Fa rabbrividire infatti che ogni anno nel mondo vengono praticati circa 50 milioni di aborti.

Tutto ciò avviene perché sono proprio i valori a venir meno, quei valori che hanno preso forma dalla forza rivoluzionaria del cristianesimo e hanno reso possibili le grandi democrazie occidentali nel corso dei secoli: il valore indiscusso della vita, il valore della dignità di ogni uomo indipendentemente dalla razza e dal sesso.

Oggi, purtroppo, vediamo un’Europa ammalata di relativismo e accecata dall’ideologia del multiculturalismo, che rinnega i propri valori e tradisce la propria identità. Ecco allora che l’Europa – e così l’Occidente in generale – cessa di essere un modello credibile non solo per gli altri, ma anche per sé stesso.  Siamo di fronte a una deriva etica che ci sta coinvolgendo e addirittura schiacciando. Forse non ce ne siamo ancora resi conto. Sarebbe ora di farlo!

Il rischio è che la mentalità attuale si abitui ad una cultura aperta alla morte e non alla vita. Il caso Englaro ce lo dimostra. Eluana era una ragazza che da 17 anni viveva in uno stato vegetativo anche se è improprio definirlo tale in quanto la sua vita era umana e non vegetale, tanto che i suoi organi vitali erano pienamente funzionanti e anche se sembrava non essere cosciente non potevamo sapere se veramente fosse così. Le è stata tolta l’idratazione e l’alimentazione, è stata quindi uccisa per sete e per fame, e non sappiamo con quali sofferenze.

Ma non è forse vero che anche i bambini devono essere imboccati altrimenti non riuscirebbero ad assumere cibo? Credo che basti la sola ragione umana a comprendere la gravità di quanto è accaduto e che deve essere chiamato con il suo nome: eutanasia. “Ci troviamo di fronte a un caso di eutanasia, a tutti gli effetti è eutanasia. Possiamo giocare con le parole, ma non cambia la realtà. Si sta per togliere un elemento vitale a una persona, a una donna che ha una vita personale”, così si è pronunciato il presidente della Pontificia Accademia per la vita Mons. Rino Fisichella e così pure hanno detto moltissimi medici. Questa è quindi la prima condanna a morte dell’Italia repubblicana perché attraverso una sentenza è stata uccisa una persona innocente che aveva tutto il diritto di portare a termine la propria vita naturalmente. Chi è l’uomo per decidere la fine della propria esistenza o ancor più quella degli altri? La vita è un mistero grande, bello e affascinate! Da parte nostra dobbiamo quindi rispettarla ed essere consapevoli che non dipende dalla nostra volontà.  Così anche la vita di Eluana, apparentemente inutile e non degna di essere vissuta perché piena di sofferenze, aveva un valore immenso perché ogni vita è un dono e così anche la sua vita lo era.

Noi dobbiamo essere portatori di questi grandi valori. Sono convinto che è giunto il momento di assumerci la responsabilità di agire da protagonisti per riaffermarli combattendo l’ideologia del relativismo, del nichilismo, del multiculturalismo, del buonismo e del politicamente corretto. Cerchiamo di promuovere una riforma etica della società, dell’informazione, dell’economia, della cultura e anche della politica sapendo però che questa riforma deve iniziare dai rapporti con i nostri coetanei e amici. Solo così saremo certi di un futuro di pace, una pace vera che nasce dal “Sì alla vita” e che risiede nel profondo dell’animo di ogni individuo. Sarà questa pace a sommergere il mondo proprio perché proviene ed è una esigenza di ogni cuore umano. Forza! Dobbiamo avere coraggio! E’ compito della nostra generazione.

 

Cogitoetvolo