Risparmia energia: accendi una luce “diversa”

0

Lasciare il computer, la radio, la televisione in stand by; lasciare la luce accesa della cameretta quando si è in un altra stanza della casa o viceversa; lasciare il frigo troppo a lungo aperto mentre sottraiamo qualcosa da mangiare; lasciare scorrere l’acqua a lungo mentre ci laviamo i denti; soffermarci sotto la doccia molto di più per finire di cantare una canzone cominciata; prendere il motorino anche per semplici commissioni nel quartiere stesso dove si abita.

Tutti questi sono gesti che compiamo quotidianamente senza farci caso, che rientrano oramai nelle nostre abitudini consolidate. Ma con un briciolo in più di accortezza, di impegno e soprattutto di riflessione che si trasforma in rispetto verso l’ambiente che ci circonda, possiamo fare molto, infinitamente tanto se moltiplichiamo il beneficio di codesti gesti ben fatti, per i milioni di computer, di frigoriferi e lampadine e case ed esseri umani che esistono nel nostro unico pianeta.

Compiere un gesto in maniera scorretta o corretta richiede praticamente la stessa capacità e quantità di energia e impegno. C’è solo una cosa che contraddistingue il gesto ben compiuto da quello che non lo è: l’abitudine. Modificare un’abitudine è come perdere un vizio, richiede sacrificio e impegno per i primi tempi, dopo però risulta essere qualcosa che si compie senza farci più caso, che ridiventa un’abitudine ma vissuta in chiave positiva.

Un computer perennemente acceso è sinomino di distrazione. È come una calamita che ci attrae verso di sè sottraendoci tempo prezioso per lo studio, tempo da passare a intrecciare relazioni «on line» coi nostri amici, tempo da trascorrere scorrendo lungo pagine di un bel libro di viaggi, di avventure o sentimentale, un libro che possa essere lui una calamita, con le sue parole e i messaggi e le sensazioni che esprime e che ci tengono incollati ad esso, a questo oggetto esistente da secoli e che non vuole e non deve passare di moda.

Quindi, invece di lasciare il computer accesso per diverse ore, con la tele accesa e muta su un canale dove un gruppo di ragazze si contendono un ragazzo, con lo sguardo sempre in agguato verso il display del cellulare, perchè non optare per una gradevole soluzione come quella di spegnere tutti questi aggeggi e accendere la luce magica che le parole di un libro possono emanare?

 

Cogitoetvolo