Ritorno al presente

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La congestionata e squillante colonna di traffico sotto casa mia ne è un chiaro segno: le vacanze sono ormai concluse,   e anche i più tardivi villeggianti fanno ritorno in città. L’arrugginito ingranaggio della quotidianità riprende faticosamente il suo ritmo, dopo mesi di più o meno parziale inattività.

Non amo andare in motorino; tutto scorre troppo velocemente, tanta è l’attenzione da porre ad ogni singolo potenziale pericolo: il mondo ti passa accanto senza che tu te ne accorga. Ciononostante, non posso fare a meno di notare quella particolare atmosfera che si respira attorno alle scuole appena aperte: entusiasmo e pigrizia convivono, misteriosamente. Voglia di cominciare una nuova avventura e pigro desiderio di oziosità si danno la mano.

Non posso nascondere il mio amore per questo periodo dell’anno. Amo Settembre, questi giorni, mi sembrano una “primavera umana”, quando la vita di sempre rifiorisce nelle città. Certo, il traffico, la confusione e tutto quanto, eppure tutto ciò, al momento, appare quasi gradevole, come una novità non ancora in grado di stancare e stressare.

E’ il tempo dei progetti. L’anno si dispiega libero e malleabile davanti agli occhi,  il futuro più docile ai desideri corroborati dai nostri propositi.

E’ il periodo in cui tutto riprende un ordine, ci si ripropone di non fare più gli errori di un tempo (qualsiasi essi siano). Lo studente, anche il meno volenteroso, si mette di buona lena a svolgere i compiti per il giorno dopo; probabilmente,  un proposito che non avrà lunga durata, ma non importa. La madre organizza la giornata in base alle attività dei propri figli, senza far caso alla stanchezza che ne deriverà. Il professionista pianifica il proprio anno lavorativo e tutti gli obiettivi.

Un tempo magico dell’anno, brevissimo, è vero, prima che la monotonia si sostituisca a questa incipiente vitalità, e renda tutto piatto, uniforme: ogni giorno uguale a quello appena trascorso e copia di quello che verrà.

Per ora è tutto facile, quindi. Toccherà a noi, quando stanchezza e  ripetitività avranno il sopravvento,  il compito di spolverare la grigia polvere di noia dalle nostre giornate per renderle una diversa dall’altra, belle nella loro “irripetibile monotonia”.

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.