Robin Hobb

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Robin Hobb, l’autrice, parte da questo spunto apparentemente banale per dipingere, in tre trilogie, un mondo vivido e accattivante capace di catturare il lettore e tenerlo con il fiato sospeso. Se siete abituati a fantasy pieni di stereotipi e cliché, leggete e ricredetevi. I personaggi di questa saga sono originali e ben caratterizzati, mai scontati o prevedibili, e creano un meraviglioso cast del quale è difficile non innamorarsi. Dimenticatevi anche gli eroi perfetti e invincibili: Fitz è un protagonista credibile e molto realistico. Attraverso i suoi occhi vedrete il mondo dei Sei Ducati, sperimentando (grazie alla penna di Robin Hobb) ogni sua sensazione come se fosse vostra, e lo seguirete nella sua crescita fisica ma soprattutto interiore.

I libri sono divisi in tre trilogie:

– Trilogia dei Lungavista

– L’apprendista assassino

– L’assassino di corte

– Il viaggio dell’assassino

– Trilogia di Borgomago

– La nave della magia

– La nave in fuga

– La nave dei pirati

– La nave della pazzia

– La nave del destino

– Trilogia dell’Uomo Ambrato

– Il risveglio dell’assassino

– La furia dell’assassino

– Il destino dell’assassino

…pardon, i conti non tornano perché Fanucci ha diviso i primi due libri della saga di Borgomago in quattro volumi. Tutti i libri sono ambientati nel mondo di Fitz, ma lui è protagonista diretto solo della prima e della terza trilogia. Quella di Borgomago, infatti, è una storia parallela, nella quale incontrerete personaggi noti e luoghi conosciuti, in un interessante rovescio della medaglia di vicende già lette.

Se undici libri vi sembrano tanti, aspettate di iniziare il primo. La frase di una fan americana riassume perfettamente il concetto: “Non programmare niente nel frattempo. Una volta che avrai iniziato, non sarai in grado di pensare, mangiare, dormire o lavorare, fino a che non li avrai finiti”, e credetemi, sarà così. I libri di Robin Hobb sono la meravigliosa porta per un mondo fantastico che vi rattristerà abbandonare, ma una cosa va detta: è una porta alla quale bisogna bussare a lungo, prima che venga aperta. Il ritmo di scrittura è atipico, a volte molto lento, e necessita di un po’ di pazienza per essere acquisito, ma la vostra pazienza verrà ricompensata.

Personalmente sono rimasta impressionata dalla capacità dell’autrice di immergerti nella mente di Fitz, nelle sue vicende. In certi punti della lettura, e non sto affatto scherzando, alzavo la testa dal libro convinta proprio di essere lui, tanto erano vivide le scene che il libro mi proponeva. Nella trilogia dell’Uomo Ambrato, poi, il coinvolgimento e le emozioni che trasmette arrivano ad un livello tale che il solo rileggere poche righe scatena un turbine di sensazioni che fanno traboccare l’anima. Ecco perché, per evitare di finire di nuovo dentro quel vortice, ho legato i libri della trilogia dell’Uomo Ambrato. Consiglio a tutti questa saga: considero Robin Hobb la migliore scrittrice in assoluto, e credo in un fantasy come il suo, originale, realistico e coinvolgente.

 

Cogitoetvolo