Ruby e Lei: di cosa parliamo quando parliamo d’amore

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Il cinema ci aiuta a riflettere sulla vita. L’anno scorso è uscito Ruby Sparks, un film nel quale Calvin, un giovane scrittore col blocco dello scrittore, riceveva dal suo psicoterapeuta il consiglio di buttare giù, senza troppi fronzoli, un personaggio che potesse apprezzare il suo cane, un cagnolino a cui lui era particolarmente legato. E il giovane inventava Ruby, una ragazza che riuniva in sé tutte le cose che gli piacevano, una che colmava la sua solitudine, che lo adorava. Una ragazza che era frutto della sua immaginazione ma era tanto realistica che a un certo punto diventava reale. Calvin ci metteva un poco ad accettare questa donna venuta da chissà dove (dalla sua fantasia…) ma alla fine era contento di aver trovato la sua anima gemella, per così dire. Peccato che poi la situazione precipitava… A una donna così, infatti, mancava una storia, una vita reale, una sua interiorità autonoma. Alla fine era un corpo e basta, un corpo senza donna.

Qualche mese fa è uscito al cinema Lei. Anche qui c’è uno scrittore, uno che scrive lettere piene di sentimenti per persone che non hanno voglia, tempo o capacità per farlo. Theodore è un personaggio appesantito da un divorzio imminente, tragica conclusione della storia romantica e coinvolgente con sua moglie. Adesso è solo, passa il suo tempo tra lavoro, videogiochi 3D e chat sexy. Finché si imbatte in Samantha, la voce di un sistema operativo altamente sofisticato, capace di interagire con l’utente quasi come una persona reale. Una voce suadente, che ha accesso alla sua intimità attraverso il pc (mail, documenti, messaggi) e che in pochi giorni inizia a raccogliere le sue confidenze, lo comprende, lo ascolta, lo incoraggia come forse nessuna donna aveva mai fatto. Diventa in pratica la sua amante. Ma è una donna che non esiste, una donna senza corpo.

Due film, due paradossali rappresentazioni delle relazioni amorose. Idealizzazione. Due personaggi che all’inizio sono entusiasti per aver trovato la persona della propria vita e che provano alla fine una profonda delusione. L’amore, sembrano scoprire, non era come ce lo aspettavamo. Viene da chiedersi allora, con Raymond Carver di cosa parliamo quando parliamo d’amore…

Sarà la persona giusta? Questo è il grande quesito di chi si imbarca in una nuova relazione che profuma di stabilità, di futuro. La comprensione reciproca, l’attrazione, quello che si chiama il feeling, è la componente principale di quei primi momenti di euforia. Poi, a un certo punto, l’impatto con la realtà: quella donna, quell’uomo, non è perfetto! E, constatazione forse ancora più amara, neanche io sono perfetto. Lo sappiamo, ma spesso lo dimentichiamo.

Sono le ombre che danno volume alle cose. La luce abbagliante è piana, accecante, brucia ogni cosa. I giochi di luci e ombre danno fascino a un dipinto, a una scultura. Anche a una persona. Lo raccontava Robin Williams nelle vesti di precettore a Will Hunting, un giovane intelligentissimo ma ribelle e violento, chiuso in se stesso e scontroso in modo indisponente. Un giorno Will pensava di avere trovato la ragazza della sua vita, ma non voleva rivederla perché temeva che, conoscendola meglio, legandosi a lei, l’idillio si sarebbe rotto, era tutto così perfetto… «Forse tu sei perfetto ora, forse è questo che non vuoi rovinare. Questa la chiamerei una superfilosofia, Will; così puoi, in effetti, passare tutta la vita senza dover conoscere veramente qualcuno». Così gli rispondeva il precettore.

I difetti, la ruvidezza, le sporgenze consentono agli scalatori di arrampicarsi sulle pareti verticali che portano alla vetta. Sulle pareti lisce invece si scivola giù, rovinosamente.

Ruby e Lei ci ricordano ancora una volta che amare una persona vuol dire accoglierla per quello che è, e non per quello che vorremmo che fosse. La persona giusta non è quella persona che forse un giorno incontreremo e che non avrà difetti di nessun tipo, che sarà pura positività. E che quando l’avremo vagliata e avremo appurato che non ci sono in lei imperfezioni, allora la sceglieremo per stare con lei per sempre. No. La persona giusta è quella che abbiamo accolto nella nostra vita e che, proprio perché vogliamo che sia la persona giusta, aiuteremo a migliorare, accettando tutte le sue imperfezioni. Staremo con lei per sempre, per aiutarla a limare le asperità del suo carattere, perché diventi il più perfetta possibile.  E se lei farà altrettanto con noi quell’amore sarà duraturo. Entrambi saremo migliori. Arriveremo in vetta.

Forse è di questo che parliamo quando parliamo d’amore.

Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.