Sabato sera

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Il mio sogno: il tempo libero. Finalmente! Ora sì che posso fare quello che voglio: compiti finiti, apparecchiato per la cena secondo ordini precisi di mamma, portato a spasso il cane e rifatto il letto (all’alba delle sette di sera)… ora… lasciatemi in pace!

Voglio usare del mio tempo e farne ciò che voglio. Voglio attaccarmi al cellulare e mandare messaggini mentre chatto con qualcuno su messenger e carico le ultime foto dell’uscita di ieri su facebook, così che tutti le possano vedere. Mi diverto. Musica e la mitica rivista che parla dei miei attori preferiti da cui non riesco ancora a staccarmi (sono anni che la compro di continuo e sono pieno di poster, foto ritagliate, articoli letti e riletti…) almeno fino a cena, chiuso in camera senza che i miei mi dicano che devo fare altro. E se dovessero farlo, beh…: questa vita è mia e voglio volume voglio cantare fino all’ultima canzone! canto con l’iPod nelle orecchie ascoltando gli Articolo31 e faccio finta di non sentire, e… alzo il volume!
Ora si che posso vivere… vivere, è passato tanto tempo… perché tanto tempo deve andare sprecato con energie a scuola, orari, recupero, sport, parentado… uff….. ma quando lo capiranno che ho la mia vita e che sono grande abbastanza per badare a me stesso?
Impressionante: ho 16 anni e ancora adesso ottenere un permesso per uscire la sera del sabato – ma quando lo capiranno i miei che il sabato sera escono tutti i miei amici e manco solo io??? Perché solo loro fanno storie, ma sono extraterrestri?!! – è una sorta di preghiera mista al puntare i piedi e al fare il doppio gioco tra mamma e papà: all’uno dico che farò il bravo, lo assicuro che non sto in un brutto giro di amici, gli dico per filo e per segno (che ci creda!) tutto quello che faremo e dove saremo in ogni istante…, all’altra faccio moine e rispondo di si ad ogni domanda per dire che sono buono e certe cose io non le farei mai e che esco con questo e quello e anche quell’altro che sa benissimo chi sia e di chi figlio sia e dove viva e… mi daranno mai tregua? Ogni sabato è il III grado!???
Permesso ottenuto – avendo dovuto promettere che domani mattina (sacrosanta domenica!) mi sveglierò presto per ripassare chimica per il compito di lunedì, sgrunt! – : si esce!
“Regà arrivo, ci troviamo tra 10 sotto casa di Antonio”: SMS fulmine mentre monto il mio motorino fantastico e mi fiondo verso il corso… Antonio vive in centro, ha una casa fighissima e stasera i suoi non ci sono: fa una festa. Ah, i miei non lo sanno che saremo solo noi. Non so quanti, intanto noi del gruppetto, perché non possiamo mancare e perché siamo amicissimi… chissene se ogni tanto litighiamo – l’ultima per un banale scherzo a scuola fatto alla prof di lettere dove ci hanno messo tutti in punizione! (in fondo l’abbiamo solo chiusa nel camerino delle pulizie per 5 minuti, finché Rosa, la bidella, non ha sentito le urla…) – siamo sempre noi.
“Noi”. Mi piace stare nel “noi”, voglio appartenere, voglio condividere. Ho 16 anni e li voglio vivere, vivere al ritmo della musica, fare esperienze, conoscere, provare cose nuove, emozionarmi, ridere e perdere tempo per godermi il tempo con gli amici. Amici come loro non li ho mai avuti. Solo ora mi trovo così bene in classe. Non c’è lezione in cui Gianni non si metta a fare caricature dei prof e farle girare, e Toto s’addormenta sempre e russa e quando il prof lo sente ci spacchiamo dal ridere… lo spasso maggiore è quando Vito si impunta nel non capire le benedette equazioni e riesce a farci saltare l’interrogazione mentre la prof rispiega daccapo tutto il programma, e noi intanto a chattare con lo smartphone.
E’ figo avere 16 anni. Basta fare qualcosa di quello che gli adulti ti dicono, e poi vivere il mondo tuo, al ritmo della musica che ti piace. Oggi sono gli Articolo31, domani potrebbe essere Akon…
Ma oggi è la nostra festa. Niente genitori, niente controlli, tutti da Toni. Ci saranno anche le ragazze della I F, se la tirano un po’ ma a noi piacciono. A me piace quella brunetta, parla poco – strano per una ragazza – e sembra mi ascolti volentieri. Poi è spesso lei che s’avvicina e mi cerca, e mi piace essere cercato… non capisco le ragazze che vogliono essere “inseguite” per darti un minimo d’attenzione!
Ma la parte migliore è quando suoniamo. Da un pezzo provavamo questo brano. E’ nuovo, è la prima volta che lo facciamo sentire agli altri della scuola. Volevamo fosse una sorpresa e poi dovevamo finire il testo e la musica. Giada canta proprio bene, e appena inizia la parte rock mi scateno con la batteria e lei si mette a saltare, e il brano piace: tutti ballano! Eddai, anche questo ha funzionato!
Ci beviamo qualcosa, ridiamo, il tempo sembra correre mentre vedo tanta gente attorno a me: qualcuno lo saluto, con qualcuno mi fermo a parlare, con altri commentiamo la serata e intanto mangiamo e balliamo un po’. Saremo una trentina stasera, si sta benone!
Vibrazione. I miei. “Carlo sono le 11 e mezza, perché non rispondi alle chiamate? Ricorda che entro mezzanotte devi essere a casa. Mezzanotte! Papà”
…mezzanotte, mezzanotte… ma il divertimento viene adesso! Ci stiamo rilassando ora, ci stiamo godendo la serata, e proprio ora devo andarmene?
Inizio a salutare. Giada e gli altri del gruppo, dandoci appuntamento per domani alle tre per rivedere i brani e suonare ancora; Toto, Gianni, Toni che c’ha ospitati e tutti gli altri soliti del gruppo. Anche Viviana, la brunetta della I F, che viene lei stessa a salutarmi perché ha visto (mi stava guardando?) che me ne stavo andando!
Rimonto Greppo – il mio motorino ha un nome – e vado verso casa. Passo sul lungarno per godermi lo sbrilluccichio delle luci e della luna sull’acqua e sentire il rumore delle piccole onde, mentre pochi passanti passeggiano cani, si fumano una sigaretta, alcuni stranieri con le birre… non li capisco: perché stanno sempre a bere? Mi piace la birra, ma una ogni tanto basta e avanza: io mi diverto cantando. Io passo il mio tempo a stare con gli altri, mi piace raccontare e ascoltare, anzi, voglio scrivere, sì, da grande voglio scrivere storie fantastiche… racconti, storie, filastrocche pure per bambini – ma questo non l’ho detto a nessuno, forse mi prenderebbero in giro -, ma a me piace spostare gli altri in un mondo ammaliante e misterioso e inserirli in una coltre leggera di nebbia aspettando che vedano le meraviglie che la mia fantasia va creando. Non a caso seguo un corso di pittura… beh, i miei disegni nessuno li vede, ma prima o poi li farò vedere a qualcuno, qualcuno di speciale.
Così è andato un altro sabato sera. Mezzanotte, sono a casa, chiavi nella serratura e saluto mamma e papà. Non sono poi così male: extraterrestri si, ma in fondo sono stato fuori 3 ore abbondanti e ora posso controllare facebook e addormentarmi vedendo i linkin su youtube… fichissimo! E poi so che domani non mi sveglieranno alle nove, per ripassare chimica: ho rispettato il coprifuoco, secondo me mamma si addolcirà un po’ e mi lascerà dormire anche fino alle dieci e mezza… grande!
Ci vuole poco effettivamente a farli contenti, e ad essere contento io. Sono stato bene. Sono stato con gli amici, ho suonato, ho ballato, ho fatto un giro per la città prendendo ispirazioni per il prossimo disegno e ora ho la mia pace in camera mia. Io, i poster, le foto delle nostre uscite, le foto mentre facciamo le smorfie dietro ai prof, le battute più belle appiccicate qua e là con i post-it. Tutti sono in questa stanza. Non mi sento solo, come potrei? Mi diverto, perché voglio bene a tutti loro, e non potrei mai tradirli. E nessuno di loro mi ha mai deluso.
E’ bello avere 16 anni, è bello avere gli amici che ti distraggono e, strano ma vero, è pure bello avere i genitori che ti riportano alla realtà e ti ricordano che devi combinare qualcosa di buono… tipo i compiti! Ahah! Non ho bisogno di altro per divertirmi. Sabato prossimo probabilmente andremo al cinema: esce l’ultimo cartone in 3D di Shrek. E da qui a sabato, chat, messaggi, musica, iPod, scarabocchi e disegni, caricature, squola e interrogazione di chimica… resisterò fino ad un altro sabato. Ci vuole così poco! E poi ho gli amici…
Grande sabato sera. Peccato sia finito…