Sammy, un ragazzo speciale

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Sono annoiato, triste, assorto nei miei pensieri, non so come impiegare il tempo, così decido di fare zapping con il telecomando. Il dito mi si blocca sul programma “Wild Oltrenatura” dove stanno trasmettendo un servizio su Sammy Basso.

Prima d’ora non ho mai saputo della sua esistenza ma il suo aspetto fisico colpisce immediatamente la mia attenzione.

La vista lascia subito il posto all’udito, così vengo a conoscenza che Sammy è un ragazzo di 17 anni e frequenta il quarto anno di liceo scientifico a Padova, città in cui vive insieme ai suoi genitori.

E’ una delle quattro persone in Italia, e settanta in tutto il mondo, affette da una terribile patologia genetica conosciuta con il nome scientifico di “progeria” o più comunemente malattia di invecchiamento precoce.

I genitori sono venuti a conoscenza di questo quando Sammy era ancora molto piccolo e manifestava inizialmente un ritardo nella crescita che poi è subito ripresa in maniera alquanto esponenziale.

L’aspetto drammatico è che l’invecchiamento riguarda tutti gli organi del corpo umano eccetto la materia cerebrale: infatti l’intelligenza, i comportamenti, le passioni sono proprie di un ragazzo adolescente.

Mi hanno fatto riflettere le parole degli insegnanti che hanno descritto Sammy come particolarmente brillante nelle discipline scolastiche pur esssendo giudicato come tutti gli altri, senza nessun trattamento di privilegio.

Anche i compagni di scuola si considerano alquanto fortunati ad avere in classe un amico come lui che non si lamenta della sua condizione e paradossalmente si mostra più sereno e soddisfatto dei suoi coetani.

Questo modo di vivere e affrontare la giornata mette sicuramente in discussione tutti gli altri ragazzi che alla fine sono spinti ad essere migliori di quello che sarebbero stati se non avessero la fortuna di avere incontrato un amico così speciale.

Ma soprattutto sono rimasto senza parole quando ho ascoltato Sammy, il quale è perfettamente a conoscenza della sua malattia, del fatto che non potrebbe vivere a lungo, che non può permettersi di correre o fare sport perchè il suo apparato scheletrico è molto fragile, potrebbe rompersi da un momento all’altro come l’avvenuta rottura del femore tipica nelle persone molto anziane.

Si sottopone da anni all’assunzione di medicine provenienti da studi effettuati a Boston e ancora in via di sperimentazione. Ne è molto soddisfatto perchè più che per se stesso spera di poter aiutare un giorno le persone che nasceranno dopo di lui e che sfortunatamente avranno in sorte la sua stessa patologia genetica.

Ha inoltre deciso di fondare una asssociazione per far conoscere in larga scala la progeria e raccogliere denaro da devolvere agli studi per poterla curare definitivamente.

Partecipa a tutti i convegni scientifci, in tutto il mondo, dove si parla di questa malattia, prendendo parte personalmente e raccontando la sua storia di ragazzo alquanto fortunato per essere giunto ad un’età record nelle sue condizioni.

Ama stare in compagnia delle altre persone, è un divoratore di libri, ama la matematica, ma anche andare al cinema insieme al suo fisioterapista.

Forse la televisione a volte non è sempre un raccoglitore di notizie e di programmi positivi ma bisogna saperli selezionare perché quel giorno, guardandola, ho cambiato il mio atteggiamento, ho capito che stavo sbagliando.

La felicità è propria del nostro modo di pensare, di saper dare un giusto valore alle cose e si può sempre godere di essa purché lo vogliamo veramente.

Sammy in questo ci è di grande aiuto e gli auguro pertanto di vivere ancora a lungo.

Articolo scritto da Tommaso Faedi

Cogitoetvolo
  • E’ un articolo molto bello che parla di una storia vera . Complimenti Tommaso!