Savatage: quando il metal parla all’anima

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1993. Sono passate le tre di notte sulla Highway 301, che porta a Zephyrhills, Florida. Criss e sua moglie Dawn si stanno recando al Quarto Festival Annuale di Livestock. La mattina del 17 ottobre sta per arrivare, dopo una notte anonima, come sono anonime le notti di viaggio, com’è anonima quella strada, quasi banale nella sua normalità. Dawn però lo sa, con Criss è impossibile annoiarsi. È così innamorato della vita, così entusiasta di tutto quello che fa, che persino il sonno gli sembra una perdita di tempo. Certo, la dolce Dawn sa anche che deve condividere quell’uomo, suo fidanzato dai tempi delle elementari, e poi marito premuroso e fedele, con un’altra "donna" particolare, a sei corde, perché per Criss è impossibile separarsene. Che sia a telefono, che guardi la tv, che sia a tavola, Criss ha una chitarra in mano, poco da fare.

E così i chilometri passano serenamente. Criss conosce quella strada, si è spostato molto durante la sua infanzia tra Florida e California, con i suoi amati genitori e i suoi tre fratelli. Ha vissuto anche a Tampa, poco più a sud di Zephyrhill.

Lui è il più piccolo dei fratelli Oliva, nato in una famiglia di chiare origini italiane. Con il fratello Jon ha fondato i Savatage, band che nel ’93 ha raggiunto ormai una certa popolarità nel panorama heavy metal. Il successo è arrivato soprattutto dopo l’incontro con un signore di nome Paul O’Neill, produttore e scrittore lungimirante, patito di musical e libri, fervente cattolico, che ha aiutato i Savatage a trovare il proprio stile, a dare concretezza alla loro grandissima ispirazione.

Immaginate che band… Un fratellone (Jon Oliva) con una voce da brivido, cattivo quanto basta (certo, ha qualche vizietto di troppo, ma glielo si può perdonare), un "dottore" come Steve Wacholz alle pelli, un bassista con un nome da marchese e un cuore da rockettaro di periferia (Johnny Lee Middleton), la collaborazione temporanea di Chris Caffery, uno che la chitarra sa suonarla davvero bene (e infatti poi tornerà nella band). Aggiungi, come ciliegina sulla torta, Paul che scrive gran parte dei testi (specialmente con Jon) ed è fatta: Savatage al completo, pronti a far sfigurare chiunque tenti di suonare heavy metal sinfonico e corale. Dimenticavo… Cristopher Michael Oliva, uno che a 12 anni suonava Van Halen con una certa disinvoltura e che ora si diletta a comporre pezzi da brivido, con assoli tecnici e ispirati e sezioni ritmiche davvero fuori dall’ordinario. Dave Mustaine, leader dei Megadeth, nonchè probabile causa dei problemi di Jon con la droga, lo vuole nella sua storica band. Criss non si muove dai Savatage, resta con il suo amato fratellino, e lascia a un pivello come Marty Friedman (!!) certi sporchi lavori in band troppo famose.

Veri e propri capolavori gli album che vanno da The Hall Of The Mountain King a The Edge Of Thorns, passando per Gutter Ballet e Streets, la loro immensa e indimenticabile rock opera. Criss e Jon compongono, Paul O’Neill li aiuta a sfornare testi indimenticabili, come quello di Believe, una delle canzoni più belle del secolo trascorso. I riferimenti cristiani sono quasi spudorati, tanto da far storcere il naso a qualche "purista" del genere. Che sia questo uno dei motivi per cui i Savatage sono stati così sottovalutati dalla critica, tanto da essere quasi sconosciuti al grande pubblico? Spegniamo le polemiche. Dopo Edge Of Thorns, che vede alla voce un’ugola d’oro come Zak Stevens, sostituto definitivo del grande (e grosso) Jon Oliva, “costretto” alle tastiere (e come suona!) da un problema alle corde vocali, è la volta di altri grandi album, come Handful of Rain e Dead Winter Dead, splendido concept sulla guerra in Bosnia.

Ma il 17 ottobre 1993 è giá passato. Quella notte, sulla Highway 301, un pirata della strada invase contromano la corsia su cui si trovava la Mazda Rx-7 dei coniugi Oliva, causando la morte immediata di Criss e il gravissimo ferimento di Dawn. Lei non si riprenderà mai dalla morte del marito, appena trentenne, e il dolore provato a causa di questa perdita inconcepibile l’accompagnerà, insieme con i visibili traumi fisici dell’incidente, fino al 2005, anno della sua prematura scomparsa.

Dawn in questi dodici anni di sofferenza e tenacia, non è mai stata con le mani in mano: ha fondato un’associazione che combatte il fenomeno dell’alcolismo, perché proprio i furori dell’alcol hanno guidato le azioni del pirata che ha ucciso Criss. Segno di una rabbia che sa trasformarsi in pietà, di un dolore che sa trasformarsi in speranza, di una tragedia che si propone come spunto per evitarne altre.

Jon Oliva ha rispettato il patto che aveva stretto col suo amato fratello: continuare a far vivere i Savatage, nonostante qualsiasi eventuale disgrazia o incidente. Handful of Rain, che contiene la splendida Alone You Breathe, dedicata a Criss, è il segno tangibile di questo patto. Così come Dead Winter Dead, Wake Of Magellan, Poets And Madman, album in cui i Savatage sfoggiano ancora una volta grande sensibilità compositiva, musicale e lirica, prima di approdare tutti (chi definitivamente, chi solo momentaneamente) nel grande progetto della Trans-Siberian Orchestra, miscela riuscitissima di musica classica e rock, con tematiche natalizie e non solo.

Parlavo della sensibilità lirica che contraddistingue tutti gli album dei Savatage: temi impegnati, affrontati con una chiara impronta cristiana, mai velata, ma neanche sbandierata. Un po’ come la bravura di Criss, silenziosa eppure incredibilmente evidente.

 

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Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.