“Saving Mr. Banks”

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Un emozionante viaggio nel backstage di uno dei classici Disney più amati di tutti i tempi: Mary Poppins.

Vento dall’est
La nebbia è là
Qualcosa di strano tra poco accadrà.
Troppo difficile capire cos’è
Ma penso che un ospite arrivi per me.

È con questa breve filastrocca che inizia e si conclude il film Saving Mr Banks, ripresa dal suo prequel – anche se è sbagliato definirlo tale –  Mary Poppins. Facendo un breve excursus sul grande classico Disney, è inevitabile notare che l’arrivo della tata riporti la gioia e l’armonia nella squilibrata famiglia Banks. La critica ha sempre attribuito alla protagonista un ruolo salvifico nei confronti dei bambini. Ma è davvero così? Analizzando Saving Mr. Banks sorgono dei dubbi.

È il 1961 e Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff, autrice di Mary Poppins, parte contrariata da Londra alla volta di Hollywood per discutere con Walt Disney della trasposizione cinematografica del suo libro. Da alcuni flashback, che le fanno rivivere la sua infanzia in Australia, emerge come le figure del padre e della zia abbiano posto le basi del suo romanzo di successo. Durante il soggiorno in America avviene la trasformazione totale di questa donna: Pamela, convinta di non cedere la sua Mary Poppins per scopi commerciali, nonostante sia sul lastrico e si rifiuti di scrivere, subirà un cambiamento interiore talmente significativo che si ripercuoterà anche sulle sue decisioni, dando luogo a un finale commovente.

Questo film mette in luce un aspetto che in Mary Poppins era stato eclissato, cioè il rapporto tra la tata e il padre dei bambini, e dà inoltre spunto di riflessione attorno a diversi temi, come la resilienza, l’abbandono, l’amicizia, la famiglia. Tutto ciò ruota intorno al personaggio di Pamela, la cui ritrosia e l’essere indisponente e a tratti narcisista cela in verità un profondo dolore radicato nell’infanzia che la porta a chiudersi alle relazioni interpersonali per paura di soffrire. È interessante vedere come lei abbia trasformato i suoi fantasmi e la sua sofferenza in un’opera amata da bambini e adulti di tutto il mondo, attuando così un atto di resilienza senza nemmeno rendersene conto. Inoltre è possibile individuare nel suo morboso attaccamento alla figura di Mary Poppins lo stesso principio che lega in età infantile i bambini a un pupazzo, cioè il principio degli oggetti transizionali di Winnicott, trasposto però in età adulta e in maniera astratta.

La sceneggiatura è ben scritta, non particolarmente innovativa, semplicemente si adatta al contesto che descrive in maniera calzante e opportuna. L’interpretazione dei personaggi e i dialoghi sono in grado sia di commuovere che di divertire, i flashback si incastrano alla perfezione senza generare confusione. L’interpretazione di Tom Hanks nei panni di Walt Disney e di Emma Thompson nel ruolo di Pamela Travers è eccezionale, la ciliegina sulla torta.

Altro spunto di riflessione che regala questo film è sicuramente la capacità della protagonista femminile di lasciarsi alle spalle il passato e con esso il dolore che lo deturpa, permettendole di andare avanti con serenità, ribadendo così uno dei mantra fondamentali di Walt Disney, “Andare sempre avanti”.

La signora Travers e il signor Disney avranno avuto in vita loro tanti riconoscimenti, ma nessun premio potrà mai competere con la gratitudine che i fan hanno verso l’autrice di questo best-seller, che ha permesso a tante persone di sognare ed emozionarsi, e verso l’imprenditore di sogni, che ha reso possibile l’impossibile.

Rossella Azzara

Rossella Azzara

Sono una studentessa universitaria con la passione per la scrittura e la lettura, il cibo, la natura e tutto quello che ha a che fare con l'arte: dalla fotografia al disegno, alla scultura e all'architettura. Mi piace mettermi in gioco, scoprire nuove cose, ma soprattutto mi piace passare il tempo con persone che mi influenzino positivamente.