Scampia: non solo degrado

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Per leggere o sentir parlare di Scampia, quartiere a Nord di Napoli, basta aprire un giornale o guardare un notiziario. Ma viene rivelata una realtà spiacevole, di pieno degrado, violenza e illegalità. Scampia è infatti famosa perché considerata “terra dello spaccio”: un luogo dove tutto ha un prezzo e tutto è controllato dal Sistema Camorra. Un angolo di terra dimenticato dal resto del mondo, in cui tutti hanno perso ogni speranza e dove il pericolo si nasconde anche davanti all’uscio di casa.

Basti pensare a ciò che è accaduto pochi mesi fa: l’uccisione di Gaetano Marino, capo degli scissionisti e protagonista della faida di Scampia avvenuta tra il 2004 e il 2005. La lunga guerra di Camorra tra i clan dei Di Lauro e, appunto, gli scissionisti si era conclusa con l’arresto di Paolo Di Lauro. Ma oggi, dopo questo delitto, la gente di Scampia rivive la paura di quella guerra che vide morti su morti.

Eppure a Scampia non si impara solo ad uccidere.
E’ questo il messaggio che vogliono divulgare gli abitanti del quartiere partenopeo: rinnovare Scampia, mutarla nel profondo per renderla migliore agli occhi delle telecamere, che spesso colgono solo il negativo di questa terra.
Fino a poco tempo fa ogni segno di ripresa, seppur minimo, sarebbe stato considerato un’utopia. Eppure negli ultimi anni sono state create molte associazioni che, anche con l’aiuto del web, sono riuscite ad offrire importanti opportunità soprattutto ai giovani.

E’ il caso dell’Arci Scampia: un centro sportivo che dedica la maggior parte del suo tempo ai giovani del quartiere. Dopo anni d’impegno e duro lavoro, questo circolo è riuscito a recuperare una struttura abbandonata e trasformarla in un ambiente sano nel quale i ragazzi possono svagarsi e restare lontano dalla strada.
I ragazzi della scuola calcio Arci Scampia sono scesi in campo in occasione dell’apertura della sesta edizione del World Urban Forum, la conferenza mondiale sull’urbanizzazione svoltasi nel mese di settembre all’ombra del Vesuvio. L’Arci Scampia ha giocato contro una squadra di rappresentanti delle Nazioni Unite, dimostrando al mondo che con la volontà si possono raggiungere importanti obiettivi.

All’evento, trasmesso in tutto il mondo, erano presenti anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il governatore della regione Campania Stefano Caldoro e il direttore esecutivo dell’Agenzia delle Nazioni Unite Joan Clos.

La gara ha valorizzato le qualità di molti giovani calciatori e offerto una cascata di emozioni, raggiungendo il culmine quando le squadre si sono, in un certo senso, mescolate: i giocatori dell’Arci Scampia, vedendo la squadra avversaria in difficoltà, hanno deciso di bilanciare la partita facendo giocare alcuni elementi con la squadra delle Nazioni Unite. Un gesto solidale e fraterno che mostra la voglia di abbattere la convinzione di una Scampia come icona dell’Italia cattiva, quella che vive nell’abbandono e nella disoccupazione. Questo evento è stato visto come un ottimo modo per diffondere l’idea di un quartiere vivo, che combatte ogni giorno contro l’illegalità; un quartiere che possa diventare l’emblema della rinascita.

Scampia non spezza le ali alla speranza, ma le sorregge e le orienta verso un concreto e solido rinnovamento.

Articolo scritto da Irene De Dominicis

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