Scritto sulla mia pelle

0

I genitori di Stefano si separano: un terremoto per tutta la famiglia

Separarsi non è normale. Può essere frequente, al limite. Diffuso, pratico. Una soluzione comoda, o opportuna, ai continui litigi. Ma normale no. Anche se c’è il divorzio breve, anche se lo fanno tutti. Basta chiedere a Stefano, il protagonista di Scritto sulla mia pelle, opera prima di Pietro Vaghi.

Tutto succede all’improvviso, il giorno del trasloco quando la famiglia cambia casa ma perde un pezzo: la mamma non seguirà il marito Matteo e i figli Stefano e Paolo nella nuova casa. Andrà a trascorrere un ‘periodo di riflessione’ dalla sorella.

L’anima di Stefano viene travolta da uno tsunami di emozioni e pensieri che devastano la sua vita di tutti i giorni, fino ad allora fatta di scuola, weekend sulla neve con Max e Victor, lezioni private per tirare su qualche euro da spendere il sabato sera. E improvvisamente l’impressione di avere sbagliato qualcosa, di essere lui sbagliato; la sensazione di essere vittima di una ingiustizia; la tentazione di fregarsene di tutto e farsi gli affari suoi, che vadano tutti al diavolo; un sentimento protettivo nei confronti del fratellino, che sembra non avere colto la gravità della situazione. E il germogliare, in un angolo recondito del suo cuore, di un odio che monta e monta sempre più, contro la sua volontà, nei confronti delle persone che amava di più al mondo, sua madre, suo padre. Odio che in alcuni momenti è anche compassione, in altri ira violenta. Ma soprattutto l’idea che l’amore è una cosa impossibile: intorno a lui, e persino in casa sua, tutte le storie d’amore naufragano miseramente e inevitabilmente, anche quelle che sembrava fossero partite col piede giusto. Questo gli fa paura, tanto più quando entra nella sua vita Elisa, la nuova compagna di classe con cui stringe un’amicizia sincera e autentica, fatta di condivisione e affetto tenero.

Davanti a questa tempesta Stefano tenta la fuga, ma sta ancora peggio. Si arma di coraggio, ma sembra tutto inutile. Cerca il conforto degli amici, l’unica cosa che allevia un poco le sofferenze. Alla fine deve decidere che posizione prendere, forse per la prima volta nella sua vita deve comportarsi come una persona adulta. Prova sulla sua pelle quanto sono vere le parole di Oscar Wilde che l’autore ha posto come esergo del romanzo: “I figli iniziano amando i loro genitori. Col tempo li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano”.

Il finale, aperto, lascia, scritta sulla pelle del lettore, l’impressione che la famiglia è una cosa seria, che non si può montare e smontare come se fossero costruzioni lego. E non bisogna mai perdere la speranza che ciò che si è rotto si possa riparare…

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Scritto sulla mia pelle
Autore: Pietro Vaghi
Genere: Romanzo di formazione
Editore: Salani
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 315
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.