Scrivere per cantare un racconto

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L’arte di cantare, che bello cantare, ascoltare belle canzoni, soprattutto se si è in allegra compagnia accompagnati da una chitarra sul bagnasciuga di una lunga spiaggia in un caldo agosto mentre si osserva il calar del sole! (siamo ancora in periodo estivo e ricordo con piacere l’estate appena trascorsa).

Proprio qualche giorno fa mi sono trovato in mezzo a una discussione che affrontavano due miei amici mettendo a confronto tre grandi cantanti italiani: Carmen Consoli, Elisa e Vasco Rossi. Si parlava della straordinarietà di voce che accomuna le prime due, e della capacità che accomuna invece tutti e tre riguardo al modo che hanno di fare poesia e di attrarre per il modo di fare musica. In questi giorni mi sono soffermato a ripensare a quello che i miei amici dicevano tra di loro e ho considerato tra me sul modo di raccontare che ha Vasco Rossi nelle sue canzoni, senza nulla togliere alle due bellissime voci femminili.

Prendiamo come esempio “Albachiara”che tutti conoscerete benissimo. In questa canzone non si racconta esattamente una storia, quanto piuttosto si “evoca” un personaggio, un tipo di ragazza la cui costruzione è sufficientemente generica da permettere l’identificazione di buona parte del pubblico. Intanto il nome: Albachiara non è solo un nome di persona (anzi, non è affatto un nome, chi di voi ha mai conosciuto una ragazza che si chiami così?), è già descrizione, un modo di parlare del personaggio. Così non ci stupiamo quando, fin dall’inizio della canzone, l’autore ci racconta le caratteristiche principali di Albachiara.

Lei è quella che respira piano, per non far rumore, e basterebbe questo per delineare un personaggio intero. E lei è anche quella che si addormenta di sera e si risveglia col sole. Se Vasco avesse detto che la ragazza non ama fare tardi la sera in discoteca e non è abituata a poltrire a letto la mattina (perché è diligente e studiosa) non sarebbe stato altrettanto efficace. Per esprimere questo concetto adotta un linguaggio che si adatta al modo di pensare e di essere della ragazza. La sera si va a dormire. La mattina, presto, ci si sveglia. Una cosa semplice detta in modo semplice; la straordinarietà dell’ordinarietà. Ad Albachiara si dà del “tu” (respiri piano…, ti addormenti…, ti svegli…), e con questo si ottiene il risultato di farci sentire effettivamente vicini al personaggio, in rapporto di complicità con la ragazza. Geniale! E così continuando: aspetti che descrivono la sua timidezza per dare maggior spessore e credibilità al personaggio: se qualcuno la guarda diventa rossa, si veste come capita.

Insomma, in una canzone si può raccontare di tutto, anche una vita intera…e in questo caso il nostro Vasco riesce a raccontarci un personaggio del tutto credibile senza rinunciare alla sua complessità. Raccontare è un arte, e nel caso delle canzoni è un’arte nell’arte! Non credo che sia da tutti. Sicuramente nel caso di questi tre artisti sì. Noi siamo capaci di raccontare la nostra vita? Molti di noi sicuramente abbiamo avuto un diario personale (oggi un blog) dove sfogare le nostre tristezze e paure o dove condividere le nostre gioie e lasciare un messaggio. E magari rileggendo tutto a distanza di anni ci chiediamo: Come era la casa dove avevo passato quella serata? Come era il cielo fuori? Con chi ero? Che provavo?…e così via. Quale è la canzone che più mi trasmette qualcosa e mi fa immedesimare in una situazione e/o in qualcuno?

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.