Scuola Calcio Arci Scampia in campo contro il razzismo

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Ricordate della Scuola Calcio Arci Scampia? Ne parlammo qualche mese fa, in occasione del World Urban Forum: un evento svoltosi nella periferia Nord di Napoli che ha visto i ragazzi dell’Arci Scampia scendere in campo contro una squadra delle Nazioni Unite. L’avvenimento ha avuto indubbiamente una finalità solidale, volta a promuovere un messaggio di bene e di rinnovamento.

Ebbene, non si è trattato solo di un episodio. L’Arci Scampia non ha fermato qui la sua pacifica lotta alla criminalità: qualche giorno fa, più precisamente il 2 e il 3 maggio, la periferia napoletana famosa per gli atti malavitosi, è diventata lo scenario per l’apertura del “Mediterraneo Antirazzista”.
Il “Mediterraneo antirazzista” è un progetto partito cinque anni fa, nel giugno del 2008, presso il velodromo “Paolo Borsellino” di Palermo. L’iniziativa è ispirata ai “Mondiali antirazzisti”, tornei che si svolgono in Emilia Romagna ogni anno, nel mese di luglio.

Quest’anno il “Mediterraneo antirazzista” toccherà più città: la prima tappa si è svolta sotto l’ombra del Vesuvio, a Scampia. Seconda tappa a Metropoliz, una comunità multietnica situata nella capitale. Poi, una lunga settimana a Palermo prima di raggiungere Genova, nei rioni di San Gottardo e di Molassana. Quella genovese è una breve parentesi: di nuovo giù nella radiosa Palermo fino al 16 giugno, ultimo giorno della manifestazione. Cinquanta giorni di sport, musica, arte, cultura e divertimento.
Il primo giorno si è aperto con la “carovana antirazzista”: una lunga sfilata di musica, colori e ragazzi, partita da piazza “Giovanni Paolo II” di Scampia per arrivare fino ai campi da gioco. I tornei si sono divisi in più sport: rugby, basket e calcio. I ragazzi della Scuola Calcio Arci Scampia si sono esibiti nei tornei di calcio divisi per fascia d’età: prima i bambini dai 5 agli 8 anni, poi dai 10 ai 12, ancora dai 12 ai 15 e infine gli adulti. E lo spettacolo non è stato solo in campo, ma anche fuori: oltre al grande tifo dei sostenitori, c’è stata l’esposizione dei giardini più belli di Scampia. Un modo, insomma, per promuovere anche la cura ambientale.
Neanche il tramonto ha acquietato gli animi: nonostante le forze spese in campo, i ragazzi hanno ballato fino a tarda sera. Si concedevano piccole pause solo per mangiare la cena preparata dalle donne dell’Arci Scampia: mogli, madri, fidanzate, figlie e amiche che ogni giorno danno il loro contributo per un quartiere migliore. In un clima di grande fratellanza, dove il colore della pelle è passato in secondo piano, si è svolta l’inaugurazione di quella che è una manifestazione che percorrerà tutto lo stivale italiano per più di un mese.

Un messaggio di lotta al razzismo non poteva non essere diffuso da chi ogni giorno vive la lotta sulla propria pelle. E forse è proprio per questo che l’impegno è iniziato proprio da Scampia, terra in cui la camorra sembra urlare più forte di tutti. Ma i ragazzi dell’Arci Scampia lo sanno: quando il male urla, è meglio tapparsi le orecchie, prendere un pallone e iniziare a correre. Il vento può soffocare anche i rumori più molesti.

Articolo scritto da Irene De Dominicis

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