Se il male diventa una luce per il futuro

0

Perché esiste il male? Che senso ha questa lotta tra il bene e il male che sembra non avere mai fine? Potremo mai vivere in un mondo di pace, giustizia, bontà?
Sono domande a cui é difficile dare una risposta. A cui a volte sembra impossibile dare una risposta.
Domande che si affacciano alla nostra mente tutte le volte che facciamo esperienza del male, in noi e soprattutto fuori di noi. Interrogativi che ci si presentano davanti quando nella nostra vita irrompe improvvisamente il dolore, la cattiveria, il non-senso di una sofferenza che apparentemente sembra non avere una spiegazione.
Come quella che da mesi sta dilaniando le coscienze del popolo siriano.
Domani il mondo si fermerà – chi ha fede e crede pregherà chiedendo un intervento divino, gli altri potranno unirsi in un gesto carico almeno di speranza umana – per scongiurare che la guerra civile, fino ad oggi confinata in una delle zone più “calde” della terra, finisca per assumere una dimensione molto più ampia e diventare un conflitto di portata planetaria.
La guerra sta seminando dolore, morte, distruzione, odio, svuotando i cuori della gente per riempirli di desideri di vendetta. Una guerra assurda che solo pochi giorni fa ci ha sbattuto in faccia le immagini di centinaia di bambini innocenti uccisi con armi chimiche usate non si sa bene da chi.
Una guerra che, ancora una volta, ci interroga sulla contraddizione che alberga nel cuore dell’uomo, capace di grandi gesta eroiche ma anche delle aberrazioni peggiori che si possano immaginare.
Perché esiste il male?
Facciamo fatica a trovare una risposta a questa domanda. La cerchiamo, la desideriamo, a volte la pretendiamo.

Qualche tempo fa una persona mi disse che senza il male non saremmo in grado di apprezzare in tutta la sua pienezza il bene. In queste parole – che sulle prime mi sembrarono vuote e prive di senso – forse sta la risposta alla nostra domanda.
Dacché l’uomo ha iniziato a condurre la sua millenaria esistenza su questa benedetta terra, sempre si è data la lotta tra il bene e il male. E probabilmente sarà così fino all’ultimo giorno in cui ci saranno uomini in questo mondo: la lotta del bene contro il male non finirà mai. Sempre il germe del male crescerà assieme al desiderio di bene. E ciò non solo attorno a noi ma anche dentro di noi: nessuno infatti può ritenersi libero dagli artigli del male, neanche coloro che fanno del bene la loro ragione di vita. Ne erano convinti i santi, che si ritenevano capaci dei peggiori crimini eppure erano – sono – le persone più felici e più gioiose del mondo. Anzi, il loro esempio di luce risalta ancora di più se messo accanto alle miserie di cui è capace ogni essere umano.
Forse è proprio vero: senza il male, senza la consapevolezza del male che vediamo tutti i giorni, non saremmo in grado di apprezzare la grandezza e la bellezza del bene. Così come in un quadro non apprezzeremmo le luci se non ci fossero le ombre.

Ma c’è di più: il desiderio di fuggire le tenebre della vita ci spinge quasi istintivamente a cercare con più forza la luce.
Prendere coscienza di questa lotta eterna, che ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni, non è allora fatalismo cinico e senza speranza. Non è l’eterno ritorno nietzschiano, che finisce inevitabilmente per lasciare l’amaro in bocca tipico di chi non sa dare un senso ultimo alle proprie azioni. Non siamo il granello di polvere che viene capovolto assieme all’eterna clessidra dell’esistenza, per dirla con parole del filosofo tedesco.

“Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l’amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte”.
Di frasi come queste è piena la letteratura di tutti i tempi, che dell’uomo descrive le aspirazioni più profonde. Come quella di desiderare sempre che il bene trionfi sul male. Perché, in fondo, che esso cresce più forte, è una convinzione che nessuno potrà mai cancellare dal nostro cuore.
Sforziamoci di mostrarlo con la nostra esistenza e torneremo a credere e sperare che un mondo migliore è ancora possibile.

Saverio Sgroi

Educatore con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo dei giovani, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono stato il "capitano" fino alla fine del 2016. Poi ho lasciato la barca ai più giovani, con la convinzione che sapranno condurla verso porti sempre più prestigiosi.