Se mi lasci ti cancello

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Un film di Michel Gondry. Sceneggiatura di Charlie Kaufman. Con Jim Carrey, Kate Winslet, Tom Wilkinson, Elijah Wood, Kristen Dunst, Mark Ruffalo. Paese: USA. Anno: 2004. Durata: 108′. Target: 18+.

Clementine decide di cancellare definitivamente dalla sua memoria ogni ricordo che riguardi Joel, il suo ex fidanzato con cui ha avuto una relazione di due anni. Joel lo scopre e, non riuscendo a sopportare il dolore, decide di rivolgersi alla stessa clinica per sottoporsi al trattamento.

“Se mi lasci ti cancello”, ovvero come i traduttori scelsero il titolo sbagliato con cui chiamare il doppiaggio italiano del film. Troppo semplice, troppo lineare, troppo cine-panettone. Un titolo del genere fa presagire una commediola all’americana, divertente ma fine a sè stessa. Di certo non è in grado di comunicare la serietà del contenuto altamente filosofico del film. Il titolo originale è infatti Eternal sunshine of the spotless mind, un’evidente citazione di alcuni versi di Alexander Pope: “Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! / Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. / Infinita letizia della mente candida! / Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio”.

Il tema segue due diversi binari, che finiscono però per incrociarsi costantemente durante la narrazione. Da un lato abbiamo la storia d’amore tra Joel e Clementine, durata due anni e finita tragicamente pochi giorni prima di San Valentino. Una storia che non ci viene raccontata linearmente ma attraverso sequenze che non hanno un filo logico, in quanto sono ricordi. Joel rivive i momenti più significativi vissuti con Clementine, in una corsa disperata contro il tempo, mentre i tecnici della clinica Lacuna gli stanno cancellando dalla mente ogni ricordo che ha di lei. Ed ecco che emerge il tema fantascientifico: la scienza -che viene rappresentata dalla figura del dottor Mierzviak, ideatore del metodo Lacuna- è così sviluppata da poter guarire una persona dal dolore di una perdita subita. Come? Semplicemente cancellando ogni traccia della persona che si è persa.

L’impatto emotivo è indescrivibile. Tutto, dagli effetti speciali alla scelta della colonna sonora, concorre a sottolineare agli occhi dello spettatore la più grande perdita che si possa mai immaginare: l’oblio. Clementine a poco a poco svanisce e Joel si rende conto della portata della scelta che ha fatto. Per smettere di soffrire per la perdita della donna che ama, ha deciso di sacrificare ogni piccolo dettaglio della loro storia, ogni parola, ogni sensazione. Quello che il dottor Mierzviak  definisce come un semplice “danno celebrale” è in realtà molto di più: è cancellare non solo una persona, ma una parte della nostra stessa storia.

Il susseguirsi delle vicende tende a dimostrare esattamente il contrario di ciò che promette il titolo. Il tentativo fantascientifico di razionalizzare il sentimento amoroso viene ridicolizzato dalla sfera irrazionale, che sul finale porta i protagonisti a compiere una determinata scelta e infine ad incontrarsi di nuovo. Il dubbio sorge spontaneo: ma sarà un errore? Sarà il caso? Pur non dando una risposta definitiva, il regista sembra suggerirci che a volte non importa quanto cerchiamo di allontanare una persona dalla nostra vita, quanto cerchiamo di ignorarla o di fingere che non sia mai esistita. Perchè quella persona ci ha aiutati a scrivere una parte della nostra storia ed eliminarla sarebbe come strappare un blocco di pagine da un grande romanzo. Certo, magari poi alla fine il senso generale della storia si capisce lo stesso, ma resta pur sempre un buco incolmabile.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.