Se vieni da un talent non puoi avere ideali

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Se vieni da un talent non puoi avere ideali”. Così recita Come ti senti, una delle recenti canzoni di Marco Mengoni, il cantante viterbese, ex vincitore di X- Factor, che ha tenuto un concerto al Teatro Metropolitan di Catania, il 4 Maggio 2012, davanti ad una platea calorosissima ed entusiasta. E’, infatti, assai diffusa l’idea che coloro i quali partecipano ad un talent show siano solo dei burattini in mano alle case discografiche, che li sfruttano per trarne vantaggio economico; macchine da soldi, appunto, prive di personalità e, per lo più, meteore, rimpiazzate dal cantante di turno nel momento in cui si ritiene che non siano più utili. Questa convinzione è rafforzata dal fatto che tali cantanti “sfornano” album di scarsissima qualità, indirizzati ad un target di adolescenti che senz’altro comprerebbero l’album del proprio idolo passeggero; effettivamente, il più delle volte, ciò corrisponde a realtà: ne sono la prova la maggior parte dei dischi, omogenei, scontati, monotematici.

Non è il caso di Mengoni, che ha dimostrato di essere ben consapevole di quello che intende fare, pubblicando SOLO 2.0, (un album davvero degno di nota e dalle sonorità un po’ insolite per il panorama musicale italiano) e provando, in tal modo, di voler svincolarsi dalle logiche del mercato. Un disco questo, che spazia dal rock, al pop, all’electro-pop e che tratta il tema della solitudine, intesa non soltanto come “stato emozionale negativo” ma anche come “riflessione interiore” allo scopo di ritrovare se stessi. Per accentuare questa tematica, dopo la prima parte del tour che lo ha visto trionfare al PalaLottomatica di Roma e al Forum di Assago, Mengoni ha scelto come location dei suoi concerti il teatro, in quanto luogo intimo e, perciò, adatto ad esprimere al meglio le sensazioni più profonde. Rispetto ai precedenti tour, caratterizzati da scenografie colossali e da un ampio corpo di ballo, il SOLO TOUR TEATRALE si presenta molto diverso, essenziale, ma comunque curato nei minimi dettagli. “Meno cornice, più contenuti”, l’ha definito lui. E, di fatto, solo la musica fa da protagonista al Metropolitan di Catania.

Lo spettacolo si apre con un monologo sulla vita di Woody Allen: “La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato…”. (per chi volesse leggerlo tutto: http://lapiccolacasa.blogspot.it/2007/11/unottima-riflessione-sulla-vita-di.html).

Dopodichè Marco interpreta i propri brani musicali, dai vecchi ai nuovi successi, arrangiandoli in una chiave totalmente diversa: ecco, allora, che Tonight viene accompagnata non più esclusivamente dal pianoforte(come nella versione del Cd) ma anche dal suono dei fiati e della tromba. Al centro della scena, un telo bianco che proietta la sua ombra per tutta la durata della canzone. Nonostante stesse poco bene e si fosse scusato parecchie volte per tale motivo, l’artista ronciglionese non si è per nulla risparmiato, cercando di dare il meglio di sé, pur di non deludere i fans accorsi a vederlo: sorprendente e struggente Solo, il singolo di lancio del suo ultimo lavoro; molto toccante anche Tanto il resto cambia, “stravolta” al punto tale da risultare a tratti “arabeggiante”. Mengoni è talmente bravo che persino i pezzi più “deboli”, quali Un finale diverso, In Viaggio verso me, acquistano una nuova “forza”, rivelandosi gradevoli da ascoltare, grazie alla sua voce, la quale riesce a far sì che il “testo” passi in secondo piano. C’ è spazio anche per le cover: da Psycho Killer dei Talking Heads, a Nutbush city limits di Tina Turner, da The fool on the hill (Beatles) a Signed, Sealed, Delivered I’m yours (Stevie Wonder). Emozionante la versione a cappella di Rehab di Amy Winehouse. Azzeccata la scelta di cantare Can’t help falling in love di Elvis Presley e Innuendo dei “Queen”. Brani di una certa difficoltà che ha saputo ben interpretare con disinvoltura e rispetto. L’esibizione più divertente e acclamata è stata, ovviamente, Come ti senti, nella cui canzone Marco risponde alle critiche, alle domande di molti giornalisti interessati più alla sfera privata di un artista che alla sua musica, e a tutti coloro i quali sono troppo pieni di pregiudizi nei confronti dei programmi musicali, come X-Factor o Amici, per poter riconoscere il suo talento; perchè, bisogna ammetterlo: al di là dei gusti personali, la voce c’è ed è impeccabile, così come la volontà di fare musica.

Mengoni non è il semplice cantante di un talent show, ma un performer eccezionale. Un artista che crea, si evolve, osa anche a costo di sbagliare. L’unica “mancanza” che forse gli si può rimproverare è quella di non avere “hit” all’altezza delle sue potenzialità, ma c’è tempo per crescere, migliorare e il suo repertorio nel complesso è buono, probabilmente persino superiore alla media di molti album italiani. Il pubblico (di tutte le età) è dalla sua parte, gran parte della critica pure. Se a lungo andare, si confermerà “vincitore”o “vinto”, come quel toro nell’arena di cui parla in Solo, si scoprirà col tempo. Ovviamente l’augurio è che si realizzi la prima ipotesi e che il cantante si attesti sulla scena musicale non soltanto a livello nazionale, ma anche internazionale. Se lo merita, per cui… in bocca al lupo!

La performance di Come ti senti

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e quella di Innuendo

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Articolo di Federica Attinà

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