Sea Hero Quest, il gioco per smartphone che aiuta la ricerca sulla demenza

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Sea Hero Quest è l’esempio di come un semplice gioco per cellulari può trasformarsi in uno strumento potente per la ricerca medica

Un semplice gioco per lo smartphone sta diventando un utile strumento per aiutare la ricerca medica. Si chiama Sea Hero Quest e dal 2016 sta raccogliendo in modo anonimo un’enorme mole di dati che i ricercatori possono studiare per elaborare nuovi metodi di diagnosi precoce dei sintomi della demenza. Una quantità di dati che sarebbe impossibile raccogliere in un laboratorio in così poco tempo: parliamo di 3 milioni di persone che finora hanno scaricato il gioco e, divertendosi, hanno contribuito a creare il più grande database di studio della demenza.

Il gioco è strutturato in livelli di difficoltà crescente, in cui all’utente viene mostrata una mappa con l’ordine in cui deve raggiungere le boe presenti nel percorso. Dopo averla memorizzata, è ora di guidare la nave e di orientarsi nel panorama marino a bordo della propria nave. Quello che sembra un passatempo ludico testa in realtà la capacità di orientamento, un’abilità che viene progressivamente persa durante lo sviluppo della demenza. Il declino di questa abilità potrebbe costituire il primo sintomo di insorgenza della patologia e, come spiega Michael Hornberger, professore alla University of East Anglia coinvolto nello studio, «questo è il motivo per cui è estremamente importante approfondire le capacità di navigazione spaziale del cervello, in modo da capire esattamente cosa comincia a deteriorarsi con l’insorgenza della demenza».

Oggi circa 45 milioni di persone convivono con la demenza e dalle stime si pensa che la cifra salirà a 130 milioni nel 2050. Lo spettro delle cause che la provocano è molto ampio e gli effetti sulle funzioni intellettive possono variare, a seconda del tipo di patologia di cui l’individuo è affetto. Due indicatori molto importanti per la diagnosi della malattia sono la perdita dell’orientamento spazio-temporale e della memoria a breve e lungo termine. Prima però si pensava che il declino dell’abilità di orientamento insorgesse soltanto in età avanzata. Dall’analisi dei dati del gioco è invece emerso che questo inizia già all’età di 19 anni e che è inoltre influenzato da parametri mai presi in considerazione, come il luogo in cui si è cresciuti e il sesso. Si è visto infatti che uomini e donne impiegano differenti strategie di navigazione e che gli abitanti dei paesi nordici ottengono in media dei risultati più brillanti.

Attualmente si sta testando il gioco su persone con un elevato rischio genetico di sviluppare la malattia ma che ancora non mostrano sintomi legati alla perdita di memoria. Quello che si vuole verificare è se siano già presenti dei marcati deficit di orientamento e questo viene fatto con un’ulteriore versione del gioco: Sea Hero Quest VR. L’utilizzo della realtà virtuale permette infatti di ottenere dati aggiuntivi riguardanti reazioni fisiche come il movimento oculare.

Gli individui affetti da demenza hanno la tendenza a perdersi: il numero di casi di persone scomparse nel nostro Paese è in crescita e questo ha portato alcune regioni a dotare questo persone di dispositivi di geolocalizzazione e ad istituire Centri di monitoraggio attivi 24 ore su 24. L’urgenza di questa necessità sociale ha portato gli sviluppatori del gioco ad elaborare un ulteriore progetto di ricerca, che avrà come partner la polizia britannica. L’idea è quella di utilizzare il gioco come strumento per identificare gli individui che mostrano il maggiore rischio di perdersi. Se l’iniziativa avrà successo, non solo si riusciranno a proteggere meglio i pazienti ma si potranno sviluppare nuove strategie terapeutiche.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.