Sette millenni

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Da qualche settimana c’è un nuovo fumetto fantasy che gira sui banchi di scuola e negli zaini di tutta Italia: il Cammino dei Sette Millenni, delle edizioni Omniars.

Nel regno di Dragadia una pace durata per sette millenni sta per essere turbata. Qualcuno sta cercando di rubare le Sette Essenze della terra, affidate ognuna in custodia ad una diversa tribù. Sorgerà un nuovo eroe capace di impugnare la spada Animah-Argenti, che già nel passato era stata lo strumento con cui il male che minacciava il Regno era stato sconfitto? Non sembra certo Liam Lehansen Morla, quell’eroe, un ragazzo Lumienh: sul suo destino pesa la cattiva fama del padre, nobile uomo caduto in disgrazia. Liam è un ragazzo sfiduciato e cinico, convinto di essere destinato ad essere un perdente. Neanche l’incontro con Abadir, giovane principe Umbrox, coraggioso e determinato, sembra incrinare il suo scetticismo. Ma chissà cosa succederà nei prossimi capitoli?

Il primo episodio della saga ha visto la luce nel mese di marzo 2009 ed ha già riscosso un certo successo. Lo dimostrano le migliaia di accessi al sito ufficiale www.settemillenni.com e la diffusione che ha avuto nelle edicole di tutta la penisola. «Due avventure cominciano qui oggi» recita l’editoriale, «quella di Liam e Abadir nel regno di Dragadia e quella della Omniars nel panorama editoriale italiano. Naturalmente mi aspetto che voi seguiate solo la prima delle suddette avventure, l’altra spetta solo a me viverla, nella speranza che questo momento, meraviglioso e terribile, continui fino alla sua naturale conclusione».

E’ una scelta coraggiosa per un giovane di ventisette anni quella di misurarsi con una tecnica, quella del fumetto, e con un genere, il fantasy, che sono sentieri molto battuti e sui quali l’aspettativa è sempre molto alta. Come molti degli eroi di questi mondi fantastici, Francesco Vivona si è avventurato in una selva oscura irta di pericoli che, nel caso specifico, sono il rischio della ripetitività o della banalità,  l’uso della magia a sproposito, il poco realismo (sembra paradossale parlando di fantasy, ma non lo è?) dei personaggi che per essere attraenti devono soffrire, amare, lavorare, vivere e morire come gli uomini in carne e ossa. Ma l’ambizione, il talento e la determinazione dell’autore, che conosco di persona e che ammiro per essersi imbarcato in un progetto così audace, sono grandi e traspaiono nella cura dei dettagli del sito e delle pagine del primo capitolo, nei disegni e nei colori (bella ad esempio la scelta di dare un colore unico al flashback dove si racconta la storia del padre di Liam, e anche la varietà di piani delle inquadrature, che vanno dal primissimo piano fino al campo lungo, per dirla in termini cinematografici).

Come per tutti i progetti che promettono lunga serialità non basta l’episodio pilota per poter esprimere un parere. Senz’altro nelle prime pagine del Cammino dei Sette Millenni c’è molta carne al fuoco. Occorrerà immergersi ancora una volta nel mondo fantastico e familiarizzare con i suoi luoghi e i suoi personaggi per poter valutare se veramente, come auspica l’editoriale, «da oggi il mondo del fumetto made in Italy non sarà più lo stesso».

Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell’infinità dello spirito umano.